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cooperative settentrionali portano solo una maestranza qualificata e gruppi di esperti,
che servono di guida ed inquadrano la mano d’opera locale. Nei casi in cui si dovessero
portare tutti o quasi tutti gli operai dall’alta Italia per mancanza assoluta
di braccia in paesi svuotati dall’ emigrazione, verrebbe a mancare l’occasione stessa
degli attriti ; e, purchè non occorrano costi troppo alti, chi deve applicare le leggi
regionali ha da preoccuparsi sovratutto che i lavori si facciano.
Non sussiste che i lavori pubblici delle cooperative vengano a costare più di
quelli degli appaltatori. È vero bensì che esse offrono lievissimi ribassi e talvolta
chieggono, prima di fare il contratto, qualche modifica ai capitolati ed ai prezzi; ma,
dopo tutto, se le domande sono giuste, è meglio estirpare la radice delle liti fino
dal principio; e le cooperative in genere sono molto meno litigiose degli imprendiori.
È da ricordarsi il caso di una grande bonifica del litorale lucano-calabrese, per
‘a quale si trattò vari anni fa con cooperative settentrionali ; ma avendo esse richiesto
aumenti di prezzi non se ne fece nulla, e l’appalto fu dato ad unm’impresa che sol-‘evò
fino dal principio infinite questioni; ed ora il lavoro è sospeso, e si sono gettati
via dei milioni, senza fare un passo avanti nel prosciugamento di quelle terre. Ciò
nostra che i confronti più esatti si dovrebbero fare al momento dell’effettiva liquidazione
degli appalti, e non coi prezzi ed al momento della loro assunzione ; ma anche
da quell’ultimo punto di vista, finora in Calabria gli appalti a cooperative non sono
stati concessi a condizioni più onerose di quelle che richiedevano gli appaltatori.
Le cooperative hanno senza dubbio dei difetti, e molte critiche fatte ad esse
sono giuste ; ma si dimentica l’altro lato della bilancia, e cioè i difetti degli appal-:atori,
ed in questa materia, più che pregi, si tratta di comparare difetti, e scegliere
il meno male. Del resto, qui nei lavori calabresi, non si tratta di creare monopoli a
iavore delle cooperative, ed anzi si cerca di rompere le coalizioni del mercato locale,
2 le cooperative agiscono come forza concorrente nel vantaggio dell’amministrazione.
Non bisogna dimenticare mai che tale è la vastità del programma regionale di lavoro,
che in Calabria v'è posto per tutti, per le società di capitali, come per gli organismi
che vivono della forza consociata delle braccia; e sarebbe errore e danno rinunciare
al contributo che queste possono recare all’esecuzione delle opere dalle leggi pro-Messe.
Passando al terzo coefficente di buona riuscita degli appalti (il buon contratto),
la esperienza degli scorsi anni ha suggerito clausole e modifiche che si sono introdotte
nei capitolati speciali di opere dipendenti dalla nostra Amministrazione. Si attende
intanto la annunciata revisione dei capitolati generali, ispirata a criteri di massima
semplificazione e di sostanziale equità, giacchè è buon dettato che i patti debbano
essere pochi e chiari e non leonini a danno delle imprese, che in fin dei conti trovano
sempre mezzo di rivalersi, ed hanno stimolo a cercare in liti l’inevitabile compenso.
Dell’esito dei giudizi arbitrali non ha motivo di dolersi l’ Amministrazione dei servizi