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striale del Trentino dopo la sua unione alla madre patria, e
facendo assegnamento sul bisogno d’energia elettrica nelle
vicine regioni, sono passate nell’immediato dopoguerra alla
realizzazione di grandi impianti idro-elettrici, atti a far
fronte a qualunque prevedibile richiesta d’energia. Sono
stati così costruiti dalla Società Industriale Trentina, di cui
è notoriamente massimo azionista il comune di Trento, 2
nuovi impianti sulla Sarca ed è stato notevolmente ampliato
quello già esistente. I comuni di Rovereto e di Riva, le
cui centrali idroelettriche sul Ponale erano state distrutte
dalla guerra, si sono uniti in un consorzio industriale e si
sono appoggiati all’Ente Autonomo Adige-Garda per la costruzione
di un unico grande impianto, sfruttando il lago
di Ledro quale serbatoio d’integrazione stagionale. -
L’attività privata dell’industria idro-elettrica, molto limitata
in passato, è venuta sviluppandosi intensamente dopo
la guerra, anche nel Trentino, per merito essenzialmente
di finanzieri e di industriali delle vecchie provincie. Tale
attività si è svolta dapprima nel campo degli studi e delle
domande di concessioni idrauliche, poi, ottenuti i diritti
di derivazione, è venuta realizzando grandi impianti idroelettrici
e relative condutture di trasporto dell’energia. La
distribuzione invece dell’energia nella provincia da parte
delle imprese private è stata limitatissima, essendo mantato
per la crisi generale lo sperato sviluppo industriale, ed essendo
già stati sodisfatti dalle minori aziende locali i bisogni
normali.
[1 quadro dello sfruttamento postbellico si presenta:
corso d’acqua
località
dell’impianto
Adige Mori
Leno Terraguolo Rovereto
Maso Scurelle
Grigno Pieve Tesino
Astico Buse
potenze medie in
Kw
continue discont.
Soc. Ital. Alluminio 6.000 ‘15.800
Eugenio Jacob 260 440
Cartiera della Valsugana 150 150
Soc. Gen. Elettr. Trident. 40 162
Gaetano Marzotto 1.200 1.200