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CONDIZIONI DEL MERCATO
Nell’immediato dopoguerra e per tutto il periodo delle
ricostruzioni le piccole economie non avevano sofferto eccessivamente
di scarsità di mezzi finanziari. Per quanto il
rambio delle corone fosse avvenuto al 60 ’%, e quindi fosse
avvenuta una forte decurtazione nelle vecchie fortune prebelliche,
tuttavia l’abbondanza di corone che il governo
austriaco sotto vari titoli aveva elargito e la popolazione
rimasta in paese aveva saputo risparmiare, aveva avuto un
qualche benefico, seppure passeggero, influsso sulle condizioni
economiche della popolazione. E° noto che l’Austria,
aon potendo fornire ai suoi popoli, non esclusi i soldati
che non erano al fronte, generi alimentari, dava, specie
negli ultimi tempi della guerra, con certa larghezza le corone.
L’intenso lavoro poi della ricostruzione aveva anch’esso portato
molto denaro in paese. Però l’inflazione andò presto
sgonfiandosi e già col 1926 s’iniziò una contrazione nei consumi,
specialmente dei generi voluttuari: scemarono notevolmente
gli esercizi pubblici e resistettero le aziende migliori.
La restrizione nei consumi s’è accentuata sempre più nei
tre anni 1927-1929 e si è fatta sentire anche nel consumo
del pane, che per qualche anno aveva per una parte della
popolazione sostituita la polenta. È continuato invece ad
aumentare anche in questi anni il consumo delle paste alimentari
e della carne, specialmente della congelata. È segno
questo che il tenore di vita della popolazione si è notevolmente
innalzato da quello che era avanti la guerra; tenore
che dà una maggiore sensibilità nella crescente penuria dei
mezzi di sodisfacimento.
Movimento commerciale nell’interno della provincia.
Siccome la provincia e specialmente le vallate montane
consumano molto di più di quanto producano, e quindi