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sità che in un ramo che tocca l’indispensabile dell’esistenza,
s°impone. Di qui il disagio dei pagamenti molto ritardati e
la ripercussione nei prezzi.
Di fronte a questa larga importazione di generi alimentari
sta l’esportazione (nelle vecchie provincie e all’estero)
di vino, di frutta e di pochi prodotti ortofrutticoli
e latticini (questi ultimi in quantitativi inferiori di quelli
importati).
Commercio dell’abbigliamento.
Non sono molto numerose ora, le ditte che trattano
all’ ingrosso gli articoli dell’abbigliamento. Sono in generale
ben dirette, da persone competenti; hanno avuto in questi
altimi anni, specialmente in relazione alla sistemazione
della valuta, scosse e perdite meno sensibili che gli altri
rami.
Le piccole aziende invece, improvvisate nel dopoguerra,
sono quasi completamente scomparse, indebolite dalla crisi
e vinte dalla concorrenza del commercio girovago.
Le ditte che vendono all’ingrosso, trattano anche il
dettaglio con un proprio magazzino di vendita. La maggior
parte del fabbisogno nostro viene fabbricato nelle altre prosincie
dell’alta Italia.
Per le calzature è invalso anche nelle valli montane
‘uso di comperarle già fatte.
Commercio di vetri e terraglie.
Questi articoli s’importano dalle vecchie provincie e
in parte dall’estero (Cecoslovacchia). Anche di questo articolo
le vendite vanno scemando, specialmente della merce
più fina. Tutto il movimento si riduce al ristretto bisogno
locale, ed a questo sodisfa in parte, specialmente per la
merce ordinaria. il commercio ambulante.