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Commercio di articoli di lusso.
Le strettezze finanziarie dell’economia domestica hanno
ridotto ad una vita stentata il commercio d’oggetti d’arte,
antichità, articoli di lusso, libri, gioielli. Vi sono in paese
bravi artigiani che producono oggetti artistici: ma le vendite
si svolgono con difficoltà sempre maggiori; qualche
prodotto viene esportato nelle vecchie provincie. Un qualche
sfogo è dato dai forestieri delle stazioni climatiche e di
cura. Îl commercio librario è pure poco fiorente. Affari
meno stentati fanno i librai che forniscono i libri scolastici
e gli oggetti di cancelleria. Il commercio di ori, gioie e
simili ha pure un campo molto limitato.
Commercio di prodotti chimici, medicinali e droghe.
È in mano di poche ditte. Come sì è detto, i concimi
chimici sono monopolizzati nelle Aziende del Consiglio provinciale
dell’ economia e nel Sindacato agricolo industriale.
[ medicinali vengono trattati da 3-4 ditte di Trento; ma
le farmacie (sono 81 nella provincia) usano anche rifornirsi
direttamente alle fabbriche.
Vi sono drogherie vere e proprie soltanto a Trento,
Rovereto e Riva; di solito le droghe sono vendute nei negozi
di generi alimentari (prima della guerra questi sì chiamavano
comunemente «negozi di coloniali »), ed a Trento
vengono trattate oltre che dal Sindacato agricolo industriale,
soltanto da un paio di ditte.
Attività ausiliarie del commercio.
fn una regione montuosa, povera di mezzi di comunicazione
e di trasporto, il traffico non può svolgersi senza
l’intervento degli ausiliari del commercio: buona parte
degli affari viene trattata direttamente da viaggiatori e da
rappresentanti. Nella provincia non vi sono magazzini
senerali.