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razione sana e vitale. Gli statuti, fondati su questi criteri,
sono ancora in vigore nella nostra provincia, essendo stata
mantenuta anche dopo l’unificazione legislativa la legge del
9 aprile 1873 per i consorzi esistenti.
Cooperazione di credito. .
Delle forme di cooperazione, quella che ha avuto più
importanza, se non per numero di organismi, certo per
l’influsso esercitato sull’economia della provincia, è stata
la cooperazione di credito, che s’iniziò già nel 1890 con la
costituzione della prima cassa rurale e che fece tosto rapidi
progressi. L’usura era allora un male abbastanza diffuso
anche nelle campagne e montagne trentine, e misere come
non mai erano le condizioni dei piccoli agricoltori, che in
gran parte dovevano emigrare in cerca di lavoro e di
guadagno. Dopo i primi esperimenti essi, nonostante i rischi
della garanzia illimitata, sì orientarono fiduciosamente verso
questa forma di credito, come verso un’ancora di salvezza.
E molto sentiti sono stati i vantaggi venuti alla economia
rurale con un vero riassetto delle zone agricole.
L’organizzazione e il funzionamento in genere delle
casse rurali sono state improntate fin da principio alla
massima semplicità, quale si conviene alla natura delicata
ed agli scopi di simili piccoli enti con sfera di azione
circoscritta ad uno od al massimo a due comuni rurali.
Molto opportunamente negli statuti è stato sempre tenuto
fermo il criterio di contenere, sotto responsabilità personale
degli amministratori, l’attività nell’ambito delle operazioni
strettamente indispensabili al raggiungimento dei fini sociali,
con inibizione assoluta di qualsiasi speculazione. Dette operazioni
devono limitarsi alla raccolta dei depositi a risparmio,
anche minimi, della popolazione rurale ed a fare prestiti
esclusivamente ai soci, entro i limiti del riconosciuto bisogno
e della capacità di credito e con garanzie reali o personali.
Le funzioni degli amministratori sono gratuite e in molti