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le devastazioni della fillossera, di quasi 20.000 hl. da quello
ch’era nell’anteguerra. La ricostituzione dei vigneti è stata
compiuta per circa 1/3.
Tanto nella zona di collina, quanto nella zona di mezza.
montagna, si riscontra il tipo di viticoltura in collina terrazzata.
Il sistema di coltivazione è a pergola semplice concatenata,
con circa 8000 ceppi per ettaro, consociati con rari gelsi.
La zona di collina e la parte più bassa della zona di
mezzamontagna sono piantate quasi esclusivamente a Schiava,
la parte più alta della zona di mezza montagna a Nosiola e a
Lagarino bianco. Si ricavano nella zona di collina uve da
tavola e buoni vini da pasto, leggeri ma gradevoli. è
Valle della Fersina — Un terzo dei vigneti è ricostituito
su piede americano. Nelle zone di collina e di mezza
montagna vi sono vigneti specializzati, a ceppo basso, con
14.000 ceppi per ettaro, sistemati a ritocchino. L’uva prevalentemente
coltivata è la Pavana, alternata con Negrara,
con poco Groppello di val di Non, con Garganega, e, in
certe plaghe, con Verdelbara (Serso), con Lagarino (Susà)
e con Vernaccia. I vini sono di qualità mediocre.
Valsugana — La produzione d’anteguerra si è considerevolmente
ridotta per i danni della guerra e per la fillossera.
1 vigneti ricostituiti su piede americano sono una
piccola frazione.
Nelle zone di collina e di mezza montagna riscontrasi
una viticoltura specializzata, intensiva, su bassi ceppi con
sistemazione di terreni a ritocchino. Nel fondo valle la vite
si coltiva estensivamente, a spalliera ed in consociazione
col gelso. La varietà predominante è la Pavana, nel fondo
valle anche la Garganega e il Clinton; a oriente di Borgo
si coltiva pure la Vernaccia.
La produzione serve solo per il consumo di quei luoghi.
Vezzanese — Comprende la zona viticola che va da
Cadine a Vezzano e a Castel Toblino, e l’altra che si estende
nella valle di Cavedine. Varie sono le uve coltivate: nella