Full text : Aspetti della economia del Trentino (Dati statistici 1927-1929)

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la possibilità di accurate lavorazioni complementari, infine
un’ intensa concimazione: Quest’ultima si fa in preponderanza
 con lo stallatico e in misura non indifferente (oltre
100.000 ql.) anche coi concimi artificiali o chimici, specie
nelle colture erbacee. Il consumo di questi è stato nel 1929
il seguente:

superfosfato minerale 66.000 ql
scorie Thomas 4.000
nitrato di soda 12.000,
nitrato di ammonio 3.200 »
nitrato di calcio 1.300
solfato di ammonio 9000 »
salciocianamide 650
sali potassici 12.000
Yess0 agrario 600

ll frumento può considerarsi oggi nel Trentino uno
dei principali e più ricchi prodotti del suolo, anche se esso
sia lungi dal soddisfare ai bisogni della popolazione.
Dopo il grano viene per entità di produzione il granoturco,
 anech’esso coltivato in misura insufficiente ai bisogni
alimentari della popolazione; poi seguono le patate, la segala,
 l’orzo, il saraceno, tutti prodotti destinati all’alimentazione
 umana e consumati in paese.
A. carattere industriale viene coltivato invece il tabacco,
 che dalla valle Lagarina tenderebbe ad allargarsi alle
altre vallate; e qualche coltura semi-ortense, gli asparagi, i
cavoli cappucci, il sedano-rapa.
L’orticoltura nél senso più comune della parola, si
pratica soltanto nei pressi dei maggiori centri di Trento,
Rovereto, Arco, Riva, e il prodotto trova collocamento in
queste città, ed in estate nei principali luoghi di cura.
La granicoltura trentina, basata su varietà locali degenerate,
 dava prima della guerra una produzione valutata
in quintali 80.000 su una superficie di 5800 ettari con una
media di 13.8 quintali all’ettaro; l’introduzione però di
            
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