Full text : Socialismo e governi

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pre imperfetta. Con questo ragionamento il proletariato dovrebbe
 interdirsi di intervenire anche quando si trattasse di
instaurare il collettivismo ; perchè, molto probabilmente, anche
la prima forma del collettivismo sarebbe imperfetta; ed anzi
vi è ragione di dubitare che difficilmente la umanità, nel suo
cammino, sia mai per toccare la perfezione.
Nè meno serio è l’altro motivo addotto per disinteressare
il proletariato dal prestare l’opera sua alle riforme. Nessuna
riforma, si dice, intacca mai il meccanismo fondamentale della
produzione capitalista. È ovvio osservare che, se anche ciò
fosse vero, quando sia riconosciuto, come i nostri contraddittori
riconoscono, che le riforme hanno la virtù di aumentare le
forze con cui il proletariato riuscirà ad intaccare il « principio
fondamentale » della produzione capitalista, si dovrebbe indurne
 la necessità che il proletariato si abbia ad occupare dell’attuazione
 delle riforme.
Ma poi non è assolutamente vero che in regime borghese
nessuna riforma intacchi mai il principio fondamentale della
produzione capitalistica. Quale è infatti questo « principio fondamentale
 »? È la compera, che fa il capitalista, della forza
di lavoro pagandola a un prezzo inferiore al reddito che ne
ricava. Questa operazione il capitalista la può compiere in
virtù del monopolio ch'egli ha dei mezzi di produzione, e dell’assoluto
 arbitrio con cui egli regola l’applicazione della forza
di lavoro ai mezzi di produzione. Ora, ogni sforzo del proletariato
 che, o direttamente per mezzo della organizzazione
e della resistenza, o indirettamente per mezzo d.lla legislazione
 del lavoro, pone limiti allo sfruttamento del lavoratore
e pone limiti all’arbitrio assoluto del padrone nella fabbrica
e nel campo, intacca precisamente il « principio fondamentale
della produzione capitalista ». S’intende bene che, finchè la
borghesia non sarà al tutto detronizzata dal proletariato, finchè
le resterà vigore di vita, essa tenterà di rifarsi dell’ « intacco »
che subisce il suo meccanismo sfruttatore per effetto delle
riforme conquistate dal proletariato. Ma noi sappiamo che,
mentre da una parte il proletariato non cesserà di incalzarla
anche nelle nuove forme e nei nuovi atteggiamenti che essa
darà alla produzione, e cagionerà nuovi « intacchi » e nuove
erosioni sul profitto padronale; d’altra parte queste nuove
            
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