a disposizione dei lavoratori esuberanti all’imponibile tecnico non più
fra tre lavoratori fissi a contratto annuo, ma fra un maggior numero di
lavoratori che avrebbero effettuato ciascuno meno di una annata di
lavoro e attribuendo a ciascun lavoratore un numero di giornate lavorative
proporzionato ai bisogni della famiglia.
Subentrava cioè nell’occupazione il concetto del salario familiare,
nel senso che veniva data garanzia di occupazione nell’imponibile a contratto
annuo ad un lavoratore per ogni famiglia, mentre alle seconde,
terze ecc. unità lavorative costituenti il nucleo familiare veniva concesso
lavoro nel superimponibile a 230, 180, 150, 100 e 80 giornate annue
a seconda delle esigenze familiari ed i lavoratori così classificati in
gruppi coprivano le giornate di superimponibile fino alla quota totale
spettante all’azienda.
Tale sisteva vige tuttora. Con esso sono stati raggiunti i seguenti
scopi:
a) proporzionare i guadagni in rapporto alle esigenze della famiglia
del lavoratore:
b) distribuire nell’anno l’onere del superimponibile aziendale in
modo che l’agricoltore possa essere lievemente sollevato di mano d’opera
nel periodo invernale spostando l’attività dei lavoratori dei gruppi nel
periodo estivo;
c) invogliare i lavoratori a cercare occupazione in altre provincie
dell’Alta Italia dove i lavoratori stessi possono essere occupati tutto
l’anno in luogo di lavorare in misura ridotta nella nostra provincia.
[1 superimponibile equivale al lavoro di circa 8.000 unità lavorative,
a pieno impiego. Dato però che, come si è visto, nella distribuzione del
lavoro si è tenuto conto delle esigenze familiari, assegnando ad alcuni
lavoratori un numero di giornate inferiore a quello massimo, le persone
effettivamente occupate vengono ad essere circa 9.500, delle quali un
certo numero sottooccupate.
Certo è che il superimponibile, istituito per risolvere una situazione
sociale che pareva destinata ad evolversi abbastanza rapidamente, sta
ora assumendo un carattere di stabilità e grava con un peso assai rilevante
e differenziato rispetto alle altre provincie, su un settore economico
che sta attraversando anni piuttosto difficili.