La meccanizzazione agricola della pianura, pur essendo assai più
spinta che nelle altre regioni della provincia, è tuttavia ridotta rispetto
a quella di zone agricole similari della pianura padana; si contano
infatti circa 2.300 trattori, più di 500 trebbiatrici e oltre 400 sgranatrici.
Si accenna ora, come detto avanti, al problema del superimponibile
di mano d’opera in agricoltura del quale si ritiene necessario fare un
cenno particolare, sia perchè esso è caratteristico di questa provincia,
sia perchè la sua applicazione ha portato un sensibilissimo sollievo alla
disoccupazione nel settore agricolo, se pur a scapito della correlativa
meccanizzazione agricola.
Dal 25 aprile all’Ì1 novembre 1945, a mano a mano che i lavoratori
agricoli riprendevano la loro normale attività per smobilitazione
militare e partigiana, si sono coperte di mano d’opera tutte le aziende
agricole fino alla saturazione del loro imponibile tecnico-economico.
Si giunse però al San Martino 1945 e si constatò come una massa
notevole di lavoratori fosse ancora disoccupata. Ciò in conseguenza anche
jdell’inizio della smobilitazione dell’industria bellica dalla quale i lavoratori
rifluivano alla ricerca di una nuova occupazione o per il ritorno
alla loro originaria occupazione agricola.
Pertanto le Organizzazioni Sindacali, constatata la saturazione totale
dell’imponibile aziendale, avanzarono agli agricoltori la richiesta di occupare
altra mano d’opera oltre auella necessaria ad una razionale conduzione
aziendale.
Così, nel novembre 1945, tra l’Associazione degli Agricoltori ed i
Sindacati dei Lavoratori veniva sottoscritto un accordo mediante il quale,
constatata la grave situazione agli effetti della disoccupazione, fino al
verdurare di tale grave contingenza, si concordava di aumentare provvisoriamente
il carico della mano d’opera di due unità lavorative di superimponibile
ogni 100 piò (circa 33 ha).
Con successivo accordo del novembre 1946, le parti stabilirono di
portare a tre le unità di superimponibile ogni 100 piò. Questo per tentare
di lenire ulteriormente la disoccupazione agricola che, pur con il provvedimento
adottato nel 1945, si presentava ancora oltremodo preoccupante.
Nel 1948 l’Unione Agricoltori presentava un nuovo progetto di sistemazione
del superimponibile nel senso di suddividere le giornate messe