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PROBLEMI DELL’INDUSTRIA CONSERVIERA (*)
1. - La ripresa del commercio dei prodotti ortofrutticoli allo stato fresco,
realizzata nel 1948 con un quantitativo pari all’87% di quello prebellico,
contrasta con il difficoltoso e torpido andamento della esportazione dei
prodotti conservati (concentrati, pelati, marmellate, ortaggi in conserva) (1).
Anche i dati relativi alla produzione conserviera denotano il ritmo
ridotto a cui l’industria lavora, avendo raggiunto i concentrati di pomodoro
il 64% del quantitativo del 1938, i pelati il 28%, le marmellate e le conserve
di frutta il 70%, gli ortaggi conservati l’82% (2).
La situazione profondamente depressa, che questo settore denuncia,
ha gravi ripercussioni per il Mezzogiorno, dove il conservificio impiega una
massa di lavoratori molto elevata: la mano d’opera, assorbita dal solo ramo
delle conserve vegetali nel Mezzogiorno, ammontava infatti nel 1936 a
22.817 unità pari al 58% del complesso nazionale e la produzione rappresentò
dquantitativamente nell’anno del Censimento il 55% sul totale italiano.
(*) Da: « Informazioni Svimez », n. 75-76 dell’8-15 giugno 19489.
(1) Le singole voci di esportazione hanno il seguente andamento: concentrati di
pomodoro q.li 192.922 (65 % rispetto al 1938), pomidoro pelati q.li 275.165 (52 %), marmellate
e gelatine di frutta q.li 1.774 (4%), ortaggi conservati q.li 66.439 (42 %).
TL’esportazione dei prodotti dell’industria conserviera è migliorata a partire dal
1950 per i pomidoro pelati, che sono stati esportati per 1.051.449 q.li nel 1950, per 980.072
quintali nel 1951 e per 590.774 nel 1952. Le conserve di pomidoro nei tre anni citati
sono state esportate per quantitativi pari rispettivamente a q.li 328.017, 466.287, 434.497.
L’esportazione di marmellate e gelatine di frutta è arrivata appena a q.li 5.829 nel 1951
e a q.li 10.716 nel 1952. L’esportazione di ortaggi conservati è rimasta stazionaria:
q.li 68.323 nel 1951 e q.li 65.799 nel 1952.
(2) Lo stato di disagio del settore appare ancor più evidente quando si confrontino
ì dati attuali con quelli raggiunti nel 1940, sotto lo sforzo bellico; le percentuali di
produzione diventano infatti per le voci indicate rispettivamente il 40 %, il 65 %, il 38 %,
e il 56 %. I dati assoluti per il 1948 sono i seguenti: concentrati di pomodoro q.li 450.000,
pelati q.li 230.000, marmellate e conserve q.li 300.000, ortaggi conservati q.li 135.000
(IstrITUTO NAZIONALE PER LE CONSERVE ALIMENTARI, Alcuni dati statistici sulle conserve
alimentari, Roma 1949). La situazione prospettata nel testo e valida per il 1948, è
migliorata, sia pure in misura diversa da settore a settore, a partire dal 1950: da tale
anno la produzione di concentrati dì pomodoro è passata a q.li 795.000 nel 1950, a quintali
745.000 nel 1951, a q.li 600.000 nel 1952. La produzione di pelati è passata a quintali
835.000 nel 1950, a q.li 1.204.000 nel 1951 e a q.li 790.000 nel 1952; la produzione di
marmellate e frutta sciroppata è passata a q.li 370.000 nel 1950, a q.li 440.000 nel 1951
e a q.li 500.000 nel 1952; la produzione di ortaggi in conserva è passata a q.li 150.000 nel
1950, a q.li 183.000 nel 1951 e a q.li 147.000 nel 1952. (Vedasi: INEA, Annuario dell’Agricoltura
italiana, Roma 1951-53).