Full text : Industrie agrarie nel Mezzogiorno

II - LA STRUTTURA DELLE INDUSTRIE AGRARIE

21

Il Mezzogiorno deteneva nel 1936-37 il 36,4% degli esercizi e il 33,1%
degli addetti in complesso ma solo il 29% degli esercizi dotati di forza motrice,
 il 29,5% degli addetti in essi impiegati, e il 27,6% dei cavalli-vapore
in essi installati, per cui risultò che, mentre nel Nord gli esercizi con forza
motrice costituivano il 45% di tutti gli esercizi, nel Sud essi costituivano
appena il 28,3% e che gli addetti impiegati in tale categoria di esercizi
erano 1’80,8% di tutti gli addetti al settore agrario nel Nord e il 684%
nel Sud.
Assumendo, in prima approssimazione, il contributo medio, pari al
35,8%, del Mezzogiorno alla formazione della produzione agricolo-forestale
nazionale nel quadriennio 1936-39 (1), come indice di un ipotetico livello
naturale, a cui le industrie agrarie avrebbero potuto portarsi, se esse si
fossero ripartite nel Paese nella stessa proporzione della produzione, si
potrebbe dire che le industrie agrarie lo hanno quasi raggiunto solo come
numero di addetti (33,1%) ma non come cavalli-vapore installati negli
esercizi dotati di forza motrice (27,6%), nè come valore aggiunto (2)
(30,9% circa).
Le industrie agrarie del Mezzogiorno, per quanto siano uno dei settori
che più vi si è potuto affermare, hanno sofferto delle stesse cause ritardatrici
 che ‘hanno influito sullo sviluppo di tutto il complesso industriale
meridionale; un’altra conferma si ha dall’esame dei dati contenuti nella
tab. 2.
Se i dati riportati mettono in rilievo la posizione di prevalenza che le
industrie agrarie tengono nel complesso industriale meridionale, i dati
della tab. 1 stabiliscono a loro volta la posizione che le industrie agrarie
meridionali hanno nell’ambito delle industrie agrarie italiane.
Per mille abitanti si hanno nel Nord 4,1 esercizi, 9,8 addetti e 23,1
cavalli-vapore di potenza utilizzabile nelle industrie agrarie, mentre per
il Mezzogiorno si hanno, rispettivamente, i seguenti valori: 3,3; 8,8; 16,2.
Analoghe differenziazioni si manifestano facendo riferimento alla superficie
 produttiva: sul territorio settentrionale esercizi, addetti e cavallivapore
 si addensano sempre in misura superiore a quella con cui si addensano
 nel Mezzogiorno.
Dalla tab. 2 si vede inoltre come le differenze fra Nord e Sud siano
strettamente connesse al diverso sviluppo raggiunto, nelle due circoscrizioni,
 da tutto il complesso industriale.

(seguito della nota di pag. prec.)
aggiunto, che riguarda l’intero ciclo annuale; non essendo però stato calcolato su base
regionale il valore aggiunto delle singole sottoclassi ma solo il valore aggiunto delle
classi (vedasi: Svimez, Notizie sull’economia del Mezzogiorno, Roma 1950, Tab. XXVII),
non è stato possibile esaminare, in relazione al gruppo di industrie appositamente formato
 per il presente studio, tale dato economico. Nel testo viene riferito il valore
aggiunto delle industrie alimentari, le quali non sono, secondo i criteri accolti, da considerarsi
 tutte industrie agrarie nè le comprendono tutte: il dato è perciò da considerarsi
solo largamente indicativo.
(1) Vedasi: « Informazioni Svimez », La produzione agricolo-forestale nel Mezzogiorno,
 n. 38, Roma 1952.
(2) Vedasi nota (1) a pag. prec.
            
Waiting...

Note to user

Dear user,

In response to current developments in the web technology used by the Goobi viewer, the software no longer supports your browser.

Please use one of the following browsers to display this page correctly.

Thank you.