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INDUSTRIE AGRARIE NEL MEZZOGIORNO - PARTE TERZA
Le regioni che proporzionalmente presentano maggiore superficie
vitata nelle zone di pianura sono la Sicilia (31,8%) e la Sardegna (35,6%).
Quando si pensi alle condizioni in cui versa la grande maggioranza dei
terreni in pendio del Mezzogiorno, disboscati, soggetti a continua erosione
di acque selvagge, sfruttati il più delle volte con magri seminativi che aggravano
il dissesto idrogeologico, appare la funzione cui la viticoltura adempie
Tan. 1. — LA SUPERFICIE VITATA NEL MEZZOGIORNO.
CIRCOSCRIZIONI
Abruzzi e Molise ..........
Campania .....ssisiiaa iaia
Puglia ...... 0. see
Basilicata .... c.c cessa eee
Calabria ...... sa
Sicilia... ee
Sardegna ... i
SUD
NORD...
ITALIA ..
CoLTURA
SPECIALIZZATA
migliaia |
di %
ha
0
#7
135
16
4,9
4,6 |
23,1
1,6
4,5
18,3
4.4
46
86
145
625
109
61,4
38 6
.017
100 0 '!
CoLTURA
PROMISCUA
‘migliaia |
di %
ha
26
154
1
0,9
5,3
1,4
0,1
0,7
io
x
30
274
2 630
2,4
90.6 '
2 904
100,0
IN comMPLESSO {1}
migliaia | | monta- | collina | pianura
di % sm % | % %
ha (2) @& 1 (2
66
117
264
17
3,7
6,6
14,8
1,0
7
10,6
3
51,6
aa!
0,1
46,7
10,9
20,6
20,6
48.4
47,7
69,7
51,4
89,1
47,6
34,8
21,1
30,2
1,9
i
49
89
15
31,8
35,6
747
1.034
41,9
58 1
21,7
15 3
55,7
sa 4
22,6
20.3
1.781
100,0 | 17,8
5.6
26,6
(*) Secondo la ripartizione del Catasto agrario gli Abruzzi e Molise e la Calabria non possiedono regione agraria di
pianura.
(1) I dati sono aggiornati al 1951. La coltura promiscua è stata ridotta a specializzata con i coefficienti di A. SPA-GNOLI.
Vedasi di questo A.: Sulla comparabilità dei dati concernenti le superfici investite a colture legnose agrarie in « Annali di
statistica », Serie VII, vol. III, Roma 1939.
(2) Le percentuali con cui la superficie vitata si ripartisce, nelle singole circoscrizioni, tra montagna, collina e pianura
sono quelle deducibili dal’ Catasto agrario; è evidente quindi il carattere approssimativo di tale ripartizione.
nei confronti del contenimento e della difesa del terreno agrario e quindi
del regime fondiario di numerose plaghe meridionali, richiedendo essa,
per potersi affermare, una adeguata sistemazione dei terreni e un efficiente
imbrigliamento delle acque dilavanti.
Al risultato agronomico corrisponde un risultato altrettanto significativo
di carattere economico e sociale. L’impianto di un vigneto, specie in
zone collinari, eseguito da diretti coltivatori, rappresenta la più intensa
forma di quella capitalizzazione del lavoro contadino che, per un paese
povero e sovrapopolato come il Mezzogiorno, costituisce uno degli elementi
fondamentali per un piano di valorizzazione di aree depresse.
Numerose indagini volte ad accertare il quantitativo di mano d’opera
impiegato sull’ettaro vitato precisano come larga media il numero di