XXIX - LA PRODUZIONE LEGNOSA DEL MEZZOGIORNO, ECC. 351
mente; in questa circoscrizione la specie che predomina su tutte le altre è
il faggio che rappresenta il 30,2% delle utilizzazioni legnose mediamente
realizzate nell’ultimo quadriennio.
3. - Dalla diversità delle specie arboree, che concorrono a formare
la produzione legnosa delle singole circoscrizioni, trae origine la particolare
composizione che caratterizza gli assortimenti regionali di legname
da lavoro.
Il tondame da sega, che in prevalente misura si ricava da essenze resinose,
viene fornito dal Mezzogiorno in una quota pari al 25,7% del totale
italiano; viceversa, il legname da trancia, per il quale si prestano soprattutto
le essenze più pregiate come il noce, l’acero, il ciliegio e il legname
per compensati per i quali serve assai bene, oltre al pioppo, anche il faggio,
sono forniti dal Mezzogiorno in una quota pari al 43,5% della produzione
complessiva.
Per il travame asciato, abeti e larice sono le due specie più richieste;
il Mezzogiorno fornisce un po’ di legno di castagno e di pino laricio, che
possono. servire per determinati impieghi.
Le traversine e traverse per armamento ferrotranviario si fanno
soprattutto con legno di quercia e, in misura più ridotta, con legno di faggio:
il Mezzogiorno ha fornito per tale bisogna nell’ultimo quadriennio il
81,9% della materia prima.
Di legname da pasta, che si ricava da abeti e da pioppi in prevalenza,
il Mezzogiorno è modestissimo fornitore, dato che le due specie vi sono
scarsamente diffuse.
Con il castagno si produce la maggior parte delle doghe, della paleria
grossa, esclusa quella per miniera, e della paleria minuta e il Mezzogiorno,
in cui si trova il 22% circa dei castagneti italiani, fornisce, per i tre assortimenti
prima indicati, una quota pari rispettivamente al 62,5%, al 32,5%
è al 30,2%; esso fornisce inoltre il 17,4% del legno di castagno destinato
all’estrazione di tannino.
Circa il legname combustibile, che per più del 90% si ricava da latifoglie,
c’è da osservare che questa partita, mentre nel Nord è composta per
l’86,3% da legna da ardere e per il 13,7% da legna da carbonizzare, nel
Sud la legna da carbonizzare rappresenta il 25% di tutto il materiale combustibile
e ciò in conseguenza anche del fatto che la- deficiente viabilità di
molti territori meridionali e la costosità dei trasporti rendono necessario
‘rasformare in carbone prima dell’esbosco la massa legnosa, allo scopo di
ridurne il peso.
Non si conoscono gli assortimenti o le destinazioni economiche della
produzione legnosa delle altre qualità dî coltura: con riferimento alla sola
produzione ottenuta dagli alberi sparsi nei pascoli, nei prati e negli incolti
produttivi l’indagine del 1946-47 accertò che essa rappresentava, rispetto
agli assortimenti ricavati in quegli anni dai boschi, circa il 10% per
quanto riguardava la paleria grossa, circa l’8% per le traverse, circa il 5%
per il legname da tannino, circa il 4% per il legname da trancia e da