IV - CREDITO ED ALTRI INTERVENTI PER SVILUPPARE LE INDUSTRIE AGRARIE 83
Per un impianto modernamente attrezzato per la miglior riuscita del prodotto,
le garanzie terriere, che il credito agrario richiede, spesso non sono
sufficienti ad assicurare i mezzi finanziari occorrenti, così come il più delle
volte non è sufficiente la ipoteca presa sull’impianto stesso, dato il suo basso
valore cauzionale.
Ed è proprio in relazione alle garanzie che la dibattuta questione dei
sussidi a fondo perduto e del credito agevolato trova il suo logico inquadramento:
la preferenza verso l’uno o l’altro tipo di agevolazione non è giustificata
se non nei casi per cui si possa contare su una determinata capacità
di autofinanziamento dell’impresa o su una sua capacità di garantirsi i
mezzi necessari dal credito. Casi non frequenti nel Mezzogiorno, specie
quando si debba dar vita ad un impianto industriale.
Nella maggioranza delle situazioni, il sussidio in conto capitale deve
essere riguardato come un mezzo necessario, anche se non sempre sufficiente,
per ridurre l’indebitamento degli operatori e per proporzionare a
tale necessità le capacità di garanzia dei singoli; quindi le due forme di
provvidenze sono da riguardarsi come complementari l’una dell’altra e concedibili
non in via alternativa ma cumulativamente. .
Ma anche con ciò il problema delle garanzie non potrebbe ritenersi
risolto: bisognerebbe per questo affrontare decisamente la questione della
garanzia sussidiaria dello Stato e renderla operante, in modo che essa possa
effettivamente assicurare i finanziamenti a quei settori che più ne abbisognano.
Se lo Stato, che già impegna il pubblico denaro nelle opere pubbliche,
intende portare queste al raggiungimento delle loro finalità, deve
necessariamente preoccuparsi che nelle zone bonificate sorga una agricoltura
moderna e quindi industrializzata: ci sembra che, per arrivare a questo
obiettivo, la garanzia ai finanziamenti delle opere di industrializzazione sia,
oltre che necessaria, giustificata, anche perchè essa rappresenterebbe la
prova tangibile di un indirizzo di politica preso con decisione e serietà
di intenti. Allo stesso fine potrebbero anche agire, in alcune determinate
situazioni, le partecipazioni azionarie di enti pubblici i quali, fino ad oggi,
hanno dimostrato per il settore allo studio ben scarsa sensibilità.
Quest’ultimo rilievo, che del resto già si è avuto occasione di fare,
apre un altro problema di carattere generale, per i due gruppi di provvedimenti
esaminati. Si è visto che nei confronti di alcune industrie agrarie
e più ancora nei confronti di alcuni tipi di impresa, che intendessero gestire
determinate industrie agrarie, sono state concesse, nel tempo, alcune agevolazioni
specifiche e si è anche visto che tali agevolazioni hanno dato,
in genere, buoni risultati, attivando, nei singoli settori interessati, l’iniziativa
imprenditoriale. Tali agevolazioni ripetevano, nelle loro caratteristiche
fondamentali, quelle di carattere generale contenute specialmente nella
legge di bonifica e in quella sul credito agrario di miglioramento.
Si è visto, invece, che di queste ultime disposizioni, per motivi diversi,
scarsamente hanno potuto beneficiare le industrie agrarie, le quali, per
altre ragioni ancora, scarsamente hanno potuto usufruire dei mezzi predisposti
per l’acquisto di macchinari; analogamente, dei mezzi predisposti