Full text : Industrie agrarie nel Mezzogiorno

34

INDUSTRIE AGRARIE NEL MEZZOGIORNO - PARTE PRIMA

per l’industrializzazione del Mezzogiorno non hanno potuto avvalersi che
per una modestissima quota i nuovi impianti mentre maggior beneficio
hanno tratto le ricostruzioni e gli ampliamenti di aziende del settore in
questione.
Di tutto ciò va ricercato il motivo, oltrechè nelle condizioni che regolano
 i due gruppi di provvidenze, nella stessa natura delle industrie agrarie,
le quali hanno caratteristiche e bisogni simili, sotto determinati aspetti, a
quelli della comune attività agricola e, sotto altri, a quelli dell’attività industriale.

Questa figura complessa delle industrie agrarie si risolve in definitiva
a loro discapito, all’atto dell’acquisizione delle provvidenze di legge: in sede
di erogazione di sussidi o di credito agrario di miglioramento si vedono
posposte ad altre opere più strettamente connaturate all’esercizio dell’agricoltura
 e più attinenti ai fini perseguiti dagli enti incaricati di applicare le
agevolazioni suddette. In sede di finanziamenti industriali, quando qualche
impresa tenta di beneficiarne, si trova di fronte alla concorrenza di industrie
 più agguerrite e più forti e a cui, in definitiva, meglio si adattano le
caratteristiche di tali finanziamenti.
In queste condizioni, la conclusione cui si deve giungere è che per una
politica, intesa a sviluppare e a potenziare le industrie agrarie nel Mezzogiorno,
 occorrono interventi finanziari specifici e, soprattutto, interventi
articolati in forme (durata e costo dei finanziamenti, entità dei contributi
in conto capitale, intervento dello Stato, diretto od indiretto, per proporzionare
 le garanzie disponibili alle necessità, sempre maggiori, del finanziamento,
 ecc.) e in norme che garantiscano l’affermazione e il consolidamento
di tutto il settore.
Occorre dar ragione di questa ultima necessità: le industrie agrarie, per
motivi legati alla loro stessa natura, sono le più antiche forme di esercizio
 industriale, spesso sono le sole che, in determinate zone, siano riuscite
a svilupparsi. Da ciò deriva loro una impostazione tradizionalistica, spesso
priva di modernità, ancora legata, malgrado tutto, a rapporti di mercato
locale e a concezioni tecniche superate.
E’ vivo negli imprenditori, che le gestiscono, uno spirito imitativo che
non riesce a spaziare nel campo delle numerose possibilità offerte dal progresso
 e che viene « rafforzato in molti casi da errate valutazioni di cospicui
profitti, forse dovuti unicamente a trascorse circostanze contingenti » (1).
Da tutto ciò deriva un generale impaccio al settore che, sollecitato,
risponde in modi del tutto particolari, gonfiandosi 1là dove occorrerebbe una
decisa azione di decongestione e rimanendo inerte in altri rami di industria
che occorrerebbe invece potenziare.
Per questa ragione, l’azione propulsiva dello Stato dovrebbe agire selettivamente
 in modo da sollecitare quelle industrie di cui vi è più bisogno
e trattenere quelle altre meno necessarie. Ma l’azione selettiva non

(1) Vedasi: M. BAarTTt:sSTELLI, Considerazioni sugli aspetti tecnico-economici delle
iniziative industriali nell’Italia meridionale, Svimez, Roma 1949.
            
Waiting...

Note to user

Dear user,

In response to current developments in the web technology used by the Goobi viewer, the software no longer supports your browser.

Please use one of the following browsers to display this page correctly.

Thank you.