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stre de Gaui e Vumda, poco si era ottenuto sin a quel’ hora, e cossì che il Duca
Sfortia in questa noua infeudatione che piacerà a detta Vostra Majestà fàr
del Ducato de Milano, mancassi de intitularsi Signore di Genoa; la qual cosa
potessi su l’auenir produr alteratione tra esso Duca e questa sua Cità, e per-
turbar la quiete de quella, se persuadeuamo che Vostra Majestà ce n’hauesi
da far gratia. La qual mancando, siamo pur restati alquanto marauigliati. Non-
dimanceo, quando consideriamo la seruitù e deuotion nostra e de tutio il paese
verso detta Vostra Cesarea Majestà, sotto l’umbra de la quale pensemo regersi
e mantenersi , insieme cum la prudentia e bontà di detta Vostra Majestà, si
confortiamo e prometiamo ogni honesta gratia, e tanto più quanto che le doman-
date di sopra, al debile iudicio nostro, non solamente sono giuste, ma riguar-
dano la conserualione, quiete e stabilimento di questa Republica; il che non può
esser se non congiunto col seruitio di detta Vostra Cesarea Majestà, la quale
eum quanto più affetto possiamo supplichiamo in questi tratlati disporre tal-
mente le cose, che siamo de queste honeste domande compiaciuti. Pregasi
Dio che a quella doni prospera e longa vita.
Genue , xxvi1 Decembris M D Xxviil1.
Di Vostra Cesarea Majesià
seruilori obsequentissimi
Duce e Gouernatori de la Republica di Genoa.
Ambrosius.
DOCUMENTO VII.
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Don Ferrante Gonzaga chiede istruzioni a Cesare , pel caso in cui venisse
a morire Andrea Doria.
1547 2 gennaio
(Estado, Leg. 1194, fol. 4)
Sono molti giorni che io inviai a Vostra Majestà uno auuiso di Francia, in
proposito di un fratello del Conte di Fiesco che era estato in la corte del Re,
et si credena per alcun manegio de le cose di Genoua; il qual auiso inuiai
anchora a lo ambassadore Figuerroa, per che lo conferisse con il principe