Full text: Die Kommunalbesteuerung in Italien

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plan, soweit er den dazio consumo betraf 1 ). „Auf dem Gebiete der 
Steuern ist die weisere Methode nicht die, ab imis fundamentis um 
zugestalten, sondern die, das Bestehende zu prüfen und durch nütz 
liche Reformen den größten Gewinn aus ihm zu ziehen. In der Praxis 
fallen die best entworfenen theoretischen Systeme in sich zusammen, 
besonders in einem Lande wie dem unsrigen, wo die Steuern zu 
großem Drucke gesteigert sind und wo die steuerbaren Objekte den 
Gemeinden vielleicht mehr fehlen als der Wille und die Tatkraft 
neue Einnahmen herauszupressen, um die wachsenden Ausgaben zu 
bestreiten. Wir haben es daher für zweckmäßig gehalten, nur das 
pericolo di guastarsi, ogni volta che son mossi, fare del trasporto loro l’argomento 
di una tassa, equivarrebbe a recare all’ enologia un’ insanabile ferita. Si aggiunga 
che la riscossione della tassa sulle bevande richiede un esercito di agenti e molte 
spese, e si riconoscerä agevolmente che l’introduzione sua non potrebbe rendere 
migliori le oondizioni dell’ erario e solo aggraverebbe il malcontento . . . Divisi i 
cespiti, diminuisce la facoltä di mantenere l’unitä di riscossione . . .; non si puö di 
fatto costringere il comune ad amministrare un dazio nel cui prodotto non ha alcuna 
parte. Convien dunque adattarsi ad ayere due amministrazioni, con spesa grossa 
ed evidente pericolo di abusi. Ma vizio piü grave e quello di esporre senza alcun 
compenso lo Stato all’ alea dei oattivi raccolti. Ora quest’ alea e minore in se 
stessa, perohe e caso raro che tutte le derrate cresoano insieme di prezzo e perche, 
quando il vino e poco, si consuma piü carne, laonde nei dazi di consumo gover- 
nativi e un certo compenso , . . 
„La parte di maggiore eonsegnenza del progetto e quella che si riferisce alle 
tariffe. Noi vi proponiamo di limitare il dazio governativo al vino, agli spiriti ed 
alle carni, riconducendolo cosi ai criteri della legge del 1864. Appena e d’uöpo 
dire che, ristretta l’imposta a generi i quali in Italia non si possono considerare 
come di primissima neoessitä, perde in gran parte Fasprezza che le modificazioni 
successive le avevano conferito. Ora i dazi sulle farine . . . aggravano e ina- 
spriscono la tassa del macinato, laonde sarebbe vivo desiderio del Governo di poter 
mostrar la sua viva sollecitudine per le classi popolari, proponendo insieme al- 
Fabolizione graduale dell’ imposta sul macinato anco l’alleviamento del dazio delle 
farine. Invece, considerata la infelice condizione finanziaria di molti comuni, 
dobbiamo limitarci a proporre che l’erario rinunzi a tassare le farine, ma che possa 
concedere ai singoli comuni di mantenere i dazi delle farine alla misura presente. 
Ma l’erario non e in condizioni tali che gli consentano di concedere liberalmente 
somma cosi cospicua ai comuni. E mestieri trovare opportuni compensi, e questi, 
pare non si possono domandare che al cambiamento della classifioazione dei comuni, 
ad alcane modificazioni di tariffa e a riforme riguardanti i diritti sulla minuta 
vendita . . .“ Die staatlichen dazi di consumo auf Wein und Alkohol sowie teil 
weise auf Fleisch sollten erhöht werden. Dagegen sollten Kohle, Metalle, Kolonial 
waren und Zucker abgabenfrei sein (Kelazione al progetto di legge — riordina- 
mento dei dazi di consumo — presentato il 28 marzo 1879, doo. n. 198). 
*) Disegno di legge presentato uella seduta 19 novembre 1887 (Atti pari., 
legisl. XVI, 2 a sess., 1887, doc. N. 13). 
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