certo che il loro ribasso sia molto sensibile, ma
non possono impediré che una parte degli operai
venga licenziata per mancanza di lavoro e vada
ad ingrossare l’esercito dei disoccupati, sempre
molto numeroso nei period! di crisi industrial!.
II danno che la classe lavoratrice subisce per
effetto di esse è dunque sempre grandíssimo.
Invece gl i imprenditori hanno, è vero, delle per-
dite spesso assai rilevanti, ma queste, però, sono
in parte compensate dalla eliminazione di una
grande quantitá di piccoli concorrenti, troppo
deboli per resistere alla bufera. E la compensa-
zione pei capitalist! è anche maggiore, in quanto
la distruzione della ricchezza, che si ha su vasta
scala per effetto delle crisi industrial!, provoca
successivamente un rialzo nell’interesse ed è un
mezzo potente per arrestare quel ribasso dei pro-
fitti, che sarebbe inevitabile in seguito all’ au
mento del costo del lavoro dipendente dalle ac-
cumulazioni troppo rapide del capitale. Cosi le
crisi industrial! sono nello stesso tempo la con-
seguenza del ribasso dei profitti, che spinge i
capitalist! verso le imprese più rischiose, ed il
rimedio contro questo ribasso niente gradito ai
capitalist! medesimi.
Conseguenze social!, se l'offerta di lavoro non è
organizzata. — Molteplici sono le conseguenze
sociali delle crisi. Ci limitiamo a citare pochi
dati relativ! ai matrimoni, al pauperismo, alla
criminalità e alla mortalità, rilevandoli dalle sta-
tistiche ingles!, che anche sotto questo aspetto
offrono un campo più vasto di osservazioni ; e
notiamo subito che quest! dati si comportano in