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bien que hasido, cosa que yo no esperava; por lo qual sean dadas ynfinitas
oracias a Nuestro Seiior; y por esta causa me paresce que Y. E. no deve
pasar mas adelante con la gente, ni hacer otros aparatos, pues las cosas
stan quietas, y se aittiende a dar orden para que se pueda bivir con quietud
y pacificamento , y mas con la tornada del Principe y venida del coronel
Agostin Espinola que daran mucho favor a los que son bien inelinados.
Si otra cosa sera menester, yo dare aviso à V. E. de passo en passo; cuya
YILma y Ex.ma persona nuestro Sefior conserve y prospere, con acrecientamento
le mavyor estado.
De Genova, a los 1111 de Enero MDXxLVII.
servidor que las yll.mas manos besa
Gomez Suarez de Figueroa.
DOCUMENTO XIV.
Relazione di Andrea D’ Oria a Cesare
1547, 4 gennaio
(Estado, Leg. 1379, fol. 109)
Sacratissima Cesarea Catholica Majesià.
lo sono certo che V. M., la quale sa parte di quello che già ho operato
a beneficio del Conte di Fiesco, piglierà admiratione ch’ egli habbi potuto
contra di me pensare, non che operare, cosa alcuna trista ; ma molto più
le dourà parer strano, che sendo lui vasallo et pensionario di V. M., habbi
presumito tentar di solleuar questa città et piglior le galere che tengo al
seruitio di quella, con il maggior tradimento che sia mai stato usato da
alcun’ altra persona’ scelerata; però che uedendomi il detto Conte da quattro
giorni in qua star in letto, per una discesa venutami in un brazzo, et che
Giannettino per la indispositione mia mi dimoraua assai intorno, gli parse occa-
sione, per aueniura più facile, di poter eseguir il suo maluagio pensiero, dissi-
mulato, per quanto si comprende, già molto tempo innanti ; perchè ogni uolta
più in apparentia si dimostraua amoreuole verso di me et delle cose mie,
venendome in casa ogni giorno, et conuersando et mangiando con Gianuetiino,
some se fussero stati fratelli; sì che Dominica la nolte, che furono li dui del