Full text : L' ofelimità del denaro

020  a.  de’  steeani  (4)
Esaminiamo  ora  il  significato  económico  di  ciascuno  di  que-Hti
  casi  :
(a)  Se  il  reddito  è  zero,  è  zero  la  corrispondente  ofelimità.
(ß)  Per  dare  un  soddisfacente  significato  al  valore  che  la
funzione  assume  in  questo  caso  è  necessário  ricorrere  ad  un
concetto  del  patrimonio  pin  ampio  del  concetto  che  si  mostra
ordinariamente  di  ave  nie  e  comprendervi  :  (I)  1’  ammontare  dei
beni  di  una  persona  espresso  nell’unità  di  prezzo  ;  (11)  la  somma
espressa  nella  stessa  unità  di  prezzo,  che  questa  persona  esigerebbe
  per  rinunziare  a  quais  i  as  i  forma  di  attivitá  económica  diretta
  alio  scopo  di  conseguiré  un  reddito  qualsiasi.
11  caso  che  ora  si  considera  sarebbe  quello  di  una  persona
che  perde,  oltre  di  ogni  suo  ave  re,  anche  qualunque  possibilita
di  reddito,  compresa  la  possibilitá  di  redditi  caritativi  o  illegittimi
  ;  e,  in  questo  caso,  soddisfa  il  considerare  come  infinita
I’  ofelimità  negativa,  il  danno  corrispondente  a  quella  perdita,  a
tpiel  reddito  negativo.
(7)  Questo  terzo  caso  è  eguale  e  contrario  al  precedente  ;
è  il  caso  cioè  di  una  persona  che,  priva  delia  possibilità  di  procurers! ­
  comunque  un  reddito  qualsiasi,  riesce  a  procurárselo  ;  e
soddisfa  pure  in  questo  caso  il  considerare  come  infinita  1'  ofelimità ­
  di  quel  reddito.
(ô)  11  quarto  caso  non  richicde  particolare  spiegazione.
Si  noti  infine  che  da  quella  definizione  del  patrimonio,  che
si  è  introdotta  per  ottenere  un  signifícate  soddisfacente  nci  casi
X
(ß)  e  (y)  ,  discende  che  è  da  escludersi  la  relazione  —  <  0.
a

3.  -  Confronto  tea  de  formule  della  fortuna  morale  di
1).  Bernoulli  e  del  Buffon.
11  Button  (Q  parti  va  dall’osservazione  che  i  guadagni  e  le

(1  )  Essai  d’Arithmétique  morale.  Histoire  naturelle.  Supplément.
Tome  IV.  Paris  1777,  pag.  46.  L’  occasione  <li  considerare  la  legge  dell’utilità
  subbiettiva  del  denaro  fu  data  da  Nicola  Bernoulli  con  «piel
suo  problema  che  va  sotto  il  nome  di  paradosso  di  Pietroburyo  ed  il
primo  a  scriverne  è  stato  appunto  il  Buffon  in  una  luttera  al  Cramer,  nol
1730.  Sombra  pero  (dio  il  Cramer  avesso  già  per  conto  suo  posto  la  que-
            
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