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senza che la produzione ne abbia sentito un grande beneficio.
Dopo i passeggeri successi dell’epoca più animata (1920)
delle ricostruzioni e dei rifornimenti, i prezzi precipitarono
in basso; il mercato del legname andò incontro a continue
e forti oscillazioni e a sorprese sgradevoli, determinate da
ana politica di speculazione che i produttori austriaci d’accordo
col loro Governo facevano a mezzo di alti e bassi nel
prezzo; il grande commercio carinziano, venuto in mano
di società austriache, di scarsa capacità tecnica e finanziaria,
non aveva saputo continuare le gloriose tradizioni delle
grandi ditte italiane d’anteguerra e concorse così notevolmente
a peggiorare la situazione dei mercati italiani. Così
si arrivò al 1927, nel quale si rinnovò la crisi del 1921-1922,
con le difficoltà del credito, con la discesa del prezzo,
con i numerosi fallimenti. Nell’ ultimo tempo poi la crisi è
venuta acuendosi, dissestando molte ditte di vecchia data,
a mettendo a dura prova la produzione della nostra regione.
Commercio di materie prime per l’agricoltura e di animali
vivi.
[1 commercio delle scorte agrarie è in generale esercitato
sulla base di prenotazioni che ogni contadino o direttamente
od a mezzo dell’Associazione agraria o della
Famiglia cooperativa fa per il suo fabbisogno alle Aziende
del Consiglio provinciale dell’economia o al Sindacato agricolo
industriale. Il pagamento viene effettuato di solito dopo
il raccolto a mezzo di cambiali. Con questo metodo si è
formato quasi un monopoliò delle due imprese fornitrici,
she godono di tutta la fiducia degli agricoltori. Ben limitata
è quindi l’attività che il libero commercio può svolgere in
questo campo.
{1 commercio degli animali vivi in un paese eminentemente
agricolo, nel quale le alte valli devono cercare la
principale base d’esistenza nell’allevamento del bestiame, ha
ana primaria importanza. Nei frequenti mercati è sodisfatto