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già nel 1871, per aiutare la bachicoltura trentina, che in quel
tempo era travagliata dalla pebrina. Fino al 1882 fu annesso
al Consorzio agrario trentino; in quell’anno, dopo
l’istituzione - del Consiglio provinciale di agricoltura, fu
aggregato a questo, dal quale ebbe anche la sua sistema.
zione industriale. Dopo la guerra è passato con le altre
due aziende al Consiglio agrario provinciale e infine al
Consiglio provinciale dell’ economia.
Il compito dell’Istituto è, come s’è detto, quello di
fornire agli agricoltori a buone condizioni un seme-bachi
ottimo e di perfezionare in ogni senso la bachicoltura. E°
attrezzato riccamente di macchine e d’altri mezzi e impianti
per la razionale confezione del seme. Possiede vari forni
moderni per l’essiccazione dei bozzoli con annessa galettiera.
Dispone di un proprio gelseto ed alleva ogni anno molte
razze pure e incroci per esaminare la robustezza e la resistenza
dei vari tipi e scegliere quelli che meglio si adattano
all’ambiente trentino e delle altre regioni del Regno, dove il
seme viene venduto. Fa eseguire dalla Stazione sperimentale
per le sete di Milano prove e constatazioni circa la rendita,
la lunghezza della bava, il titolo, la percentuale di sericina e
di fibroina e altri caratteri organolettici delle razze allevate.
Ha una succursale a Gargnano sul lago di Garda, con
impianto per allevamenti da riproduzione; ed altra succursale
a Pescara d’Abruzzo per la confezione di razze pure
e d’incroci.
L’Istituto ha organizzata una rete di camere d’incubazione
in tutta la regiene e provvede all’istruzione dei contadini
con conferenze, con un corso speciale di bachicoltura nella
stagione invernale, con lezioni pratiche e con pubblicazioni.
La produzione del seme bachi dell’Istituto bacologico
ha raggiunto nel triennio le cifre:
1927 oncie 23.550
1928 » 23.560
1929 # 25.400