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Vivaio viticolo-pomologico — I} primo nucleo si costituì
nell’anno 1894 con un terreno di poco più di 3000 m*?,
dal quale già nel 1896 si dispensarono 1644: alberi da
frutto e 53.600 barbatelle di vite. La richiesta crescente di
piante e la necessità della lotta contro la diaspis pentagona,
determinarono ben presto l’ingrandimento del vivaio
e nel 1901, a sette anni dall’inizio, esso s’ estendeva già
su 16 ettari di suolo fertile, adatto allo scopo perseguito.
Nel 1909 vi si aggiunsero altri 7 ettari e mezzo di terreno
in collina con casa colonica nel tenere di Romagnano, adibiti
all’impianto di vitigni americani portainnesto e di piante da
frutta. 1 ceppi, in numero di oltre 13.000, comprendono
18 specie di soggetti, coltivati su scale molto diverse. Le
piante madri da frutta (oltre un migliaio d’esemplari) sono
assortite fra le migliori varietà di meli, peri, peschi, susini.,
albicocchi, ciliegi, e qualche altra specie di minore importanza.
Ora il vivaio dispone di oltre 600.000 piante e precisamente:
50.000 piante da frutta, 20.000 gelsi, 350.000
barbatellé di viti bimembri, 200.000 barbatelle di viti selvatiche;
ed inoltre di selvatici portainnesto per fruttiferi,
gelsini da siepe, piante ortensi e officinali, nonchè talee di
vitigni americani e marze di viti e fruttiferi.
Per diffondere poi fra gli agricoltori le norme migliori
di coltivazione, sono stati attivati dopo la guerra ogni anno
nella stagione invernale dei corsì di istruzione agraria teorico-pratica
presso la sede del Vivaio. Negli ultimi anni i
corsi sono stati tenuti dalla Cattedra ambulante di agri
coltura, e il Vivaio coadiuvò l’azione mettendo a disposizione
i locali, il materiale occorrente ed i propri tecnici.
Associazioni agrarie.
Il R. Decreto 30 dicembre 1923 N. 3229 dava ai Consorzi
agrari distrettuali della provincia (erano prima d’allora 31)
facoltà di trasformarsi secondo le norme della legge 19 giugno
1913 N. 770, mutando organizzazione e denominazione, ma