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conservando il carattere di enti morali, per il conseguimento
di fini attinenti al progresso dell’agricoltura ed al miglioramento
delle classi agricole. Era disposto che quelli di essi
che entro due mesi dalla pubblicazione del decreto non avessero
chiesta la trasformazione, sarebbero stati sciolti e il
patrimonio loro sarebbe passato al Consiglio agrario provinciale.
Col R. D. 27 maggio 1926 N. 1046 fu redatto
un modello di statuto, che fu adottato dalle associazioni
rimaste in vita. Il patrimonio invece dei Consorzi che vennero
a cessare (Cembra, Egna, Lizzana, Fondo, Mezzolombardo,
Rovereto, Fiavè, Strigno, Trento e Villa Lagarina)
fu incamerato dal Consiglio agrario provinciale; naturalmente
esso era ridotto a meschine entità.
Le nuove associazioni agrarie, sorte così, sono:
Ala .
Arco .
Borgo
Banale .
Caldonazzo
Cavalese
Civezzano
Cles . .
Levico . . a.
Mori (ora in liquidazione)
Malè . ,
Pergine . .
Pieve di Bono
Primiero.
Riva .
Pieve Tesino .
Tione
Valle di Ledro
Vezzano
con L. 65.000 di patrimonio
28.000
112.000
10.000
9.000
8.000
4.000
20.000
90.009
80.000
1.000
220.000
4.000
1.000
200.000
8.000
2.000
7.000
290 000
a
I Consorzi di Condino e Lavis non hanno ancora
compiuto la trasformazione.