227
Mercati.
I principali mercati sono quelli del bestiame, ai quali
in dati periodi va congiunto anche il mercato di attrezzi
e utensili agricoli. Sono numerosi e si tengono non solo
nei centri maggiori delle vallate, ma anche in molti minuscoli
villaggi, dove è particolarmente curato l’ allevamento
del bestiame. Non hanno norme specifiche all’infuori di
quelle di polizia zooiatrica. Qualche volta nei centri principali
d’allevamento sono congiunti con mostre di bovini, organizzate
dalla Cattedra ambulante d’agricoltura e che hanno
dato anche nel triennio 1927-1929 un notevole incentivo
all’allévamento ed al miglioramento del bestiame.
Non esiste un vero mercato dei bozzoli; ne è stato
fatto un esperimento con risultato negativo. Alla vendita
di bozzoli si provvede in parte singolarmente dai contadini
stessi, in parte collettivamente, di solito nei luoghi dove
sono dei forni essiccatoi. Questi vengono spesso affittati a
ditte che fanno l’ammasso e che si servono di incettatori
o mediatori.
Nemmeno si hanno borse e mercati di uve o di legname:
le uve sono comperate dagli industriali nel vigneto
a mezzo di agenti o sono consegnate dai produttori alle
cantine sociali; il legname si vende di solito in pianta a
mezzo di asta nel comune. che d’ordinario ne è proprietario;
in qualche caso si vende tagliato e segato, specie
dall’amministrazione del Demanio forestale e dalla Magnifica
Comunità di Fiemme.
Lo smercio delle frutta avviene a mezzo di ditte locali
che le incettano e le spediscono all’estero direttamente; il
mercato locale a Trento, Rovereto e Riva è limitato al
consumo della rispettiva città.
Commercio ambulante.
Un particolare degno di nota nella fisionomia del
commercio trentino è il traffico ambulante: una volta era