Colombi.
Di poco rilievo l’allevamento dei colombi, di cui si
contano circa 3500 coppie.
Conigli.
L'allevamento dei conigli ha scarsa importanza nella
provincia. Viene praticato d’ordinario come allevamento famigliare;
rari e di meschina entità sono gli allevamenti industriali.
Di solito si tengono le razze locali, con pelo ordinario,
di poco pregio. Negli ultimi anni è stata introdotta ed ha
preso qualche diffusione una razza selezionata da pelliccia.
Si calcola che il numero dei conigli in provincia s’° aggiri
intorno a 50.000.
A PICOLTURA
L’allevamento delle api (ape dorata italiana) è molto
diffuso in provincia e la flora alpina dà possibilità anche di
prodotti assai fini. È però ostacolato dall’andamento delle
stagioni, che spesso compromette la vita di molti alveari,
e ancor più dal diffondersi dell’uso di trattamenti velenosi
nella coltura della vite e dei fruttiferi.
Gli apicoltori trentini, riuniti per l’addietro in 19 so»
cietà apistiche, sono oggi organizzati nella Sezione apicultori
italiani, che fa parte della Confederazione degli
Agricultori e che tende a divulgare i sistemi razionali di
allevamento. Sono in numero di 2670, di cui 2627 proprietari,
28 mezzadri e coloni, 15 affittuari.
Gli alveari esistenti nel triennio 1927-1929 sommavano
a circa 12.000: 3500 villici e 8500 a telaio mobile.
La produzione unitaria s’aggira intorno a 2.50 kg. di
miele e 10 kg. di cera per arnia.