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Il gelso si coltiva in quasi tutte le vallate fino ad una
altitudine di 800 m., manca solo in qualche zona alpina,
come. nel mandamento di Primiero e nelle valli di Fiemme
e di Fassa. È’ piantato nei campi e nei prati, spesso in file,
anche consociato colla vite. Poche sono le siepi di gelso e
rari gli appezzamenti a coltura specializzata. La produzione
della foglia raggiunse in passato (nell’ultimo decennio anteguerra)
circa un milione di sacchi, ossia oltre 300.000
quintali. La guerra devastò buona parte della zona bachicola,
ma gl’impianti furono rapidamente ricostituiti mercè
anche il notevole apporto. dei vivai del Consiglio agrario
provinciale, dei Consorzi agrari, di altre istituzioni e dei
vivaisti privati. La distribuzione di piante di gelso ha sernato
nel dopoguerra le seguenti cifre:
1919
1920
1921
‘922
.923
024
24.500
33.000
88.500
131.000
232.000
579.000
1925 339.000
1926 378.000
1927 333.000
1928 143.000
1929 30.000
Questa coltura dà ora un prodotto di circa 720.000
sacchi di foglia (media ultimo quinquennio 1925-1929),
sufficiente per 21.000 oncie di seme (consumo utile: quintali
11-13 di foglia per oncia).
{n complesso l’allevamento si è mantenuto in una misura
alta e costante fino al 1910. Il decadimento dopo
questo periodo è stato determinato dall’aceresciuto costo di
allevamento e dal prezzo sempre più basso dei bozzoli, fattori
che hanno reso poco redditizio l’allevamento del baco
da seta in confronto di altre colture.
Nella nostra provincia la produzione media annua per
pncia si aggira intorno a kg. 60 nel trentennio 1899-1929
(esclusi i due anni 1915-1916).
Il prezzo segnato fino al 1914 è stato di 3 Cor.
Nel dopoguerra i prezzi hanno subìto forti oscillazio-