COLTURA DELLA VITE
A chi traversa la provincia percorrendo le vallate princi.
pali si presentano vaste zone di vigneti che ricoprono nella
caratteristica attrezzatura a pergolato tutte le pendici più
solatie e buona parte della piana: così nella val d’Adige,
nella val di Cembra, nella Valsugana, nelle Giudicarie,
nell’Archese e nella valle di Non.
La viticoltura trentina aveva raggiunto la sua massima
efficienza nel periodo che precedette immediatamente alla
guerra; questa distrusse completamente i vigneti che erano
presso i campi di combattimento e indebolì in generale i
ceppi di vecchio impianto per le mancate cure di 4 anni.
La fillossera, che aveva fatto la sua prima comparsa
nel Trentino nel 1907, ha raggiunto negli anni del dopoguerra
una diffusione impensata, arrecando danni notevolissimi
in tutte le vallate viticole. Anche gli inverni eccezionalmente
rigidi del 1925-1926 e del 1927-1928 hanno
decimato le viti. Infine si aggiungano le mutate condizioni
del mercato vinicelo, che hanno reso inevitabile la sostituzione.
delle qualità scadenti con qualità pregiate o atte al
consumo come uve da tavola e, se ciò non è possibile, la sostituzione
del vigneto con altre colture.
DIFFUSIONE E PRODUZIONE
La vite è coltivata nel Trentino fra i 70 (Riva sul
Garda) e i 900 (Grauno, val di Cembra e Roveri in val di
Terragnolo) metri di altitudine.
1910-1914
1927
1928
1929
superficie vitata
(nel territorio corrispondente all’attuale
provincia)
ettari
% . e
17.000
produzione in quintali
complessiva | per ettaro
40-45
è 35-40*)
840.000
588.000
649.000
568.000
‘1 Nella coltura specializzata la produzione unitaria può arrivare in zone
di pianura fino a 150 ql., in zone di collina e di mezzamontagua a circa 40-50
ql. per ettaro.