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L’altitudine, la qualità del terreno e la sua ubicazione
fanno distinguere nella viticoltura trentina 5 differenti zone,
in ciascuna delle quali l’esperienza dei secoli e la convenienza
economica hanno suggerito ai viticoltori la scelta di
determinati vitigni, di una data intensità d’ impianto. e d’una
speciale forma di educazione e di consociazione della vite.
Zona di fondo valle — E° sita fra gli 80 e 250
metri, a terreno alluvionale profondo e fresco, fertile e
adatto ad ogni coltura. E’ questa la zona nella quale nell’ultimo
cinquantennio è stata notevolmente intensificata la
coltura della vite. Vi è educata a pergola trentina, doppia
e consociata con alti fusti di gelso e con alberi da frutto, ed
occupa 5400 ha. Nella zona rimane però il 40% della superficie
libero per la coltura di piante erbacee; tale superficie
anzi potrebbe essere calcolata del 50°, se si tiene
conto soltanto del terreno coperto dall’ombra delle viti. Il
contadino però spinge con discreto tornaconto la coltura delle
baccelline, delle patate, delle bietole da foraggio e talvolta
dei frumenti precoci, anche sotto l’ala delle pergole, fin quasi
presso il pedale delle viti, senza nocumento per le stesse.
Il 70° del prodotto di questa prima zona è dato da
vitigni molto fertili, ma di varietà ordinaria; il resto da
ottimi vitigni che danno in piccola parte uve da tavola e
in generale vini alcoolici coloriti e pieni e che entrano
nella categoria dei vini da mezzo taglio. Sono appunto queste
uve fine di pianura che nella nostra provincia raggiungono
sempre i prezzi più alti. Per questo l’Istituto agrario di
S. Michele, la Cattedra ambulante d’agricoltura ed i Vivai
del Consiglio provinciale dell’economia svolgono una continua
azione per la sostituzione di vitigni pregiati ai vitigni
ordinari.
Zona di mezza collina -— Sta fra i 200 ed i 300
metri di altitudine. Si estende esclusivamente nella val
d’Adige e nella valle della Sarca, ed è rappresentata da
terreni di trasporto, giacenti sui fianchi delle valli, acci-