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consorzio fra lo Stato e la Provincia di Trento, nella quale
era allora compresa anche l’attuale Provincia di Bolzano.
Quale Stazione agraria sperimentale ha per fine di contribuire
e promuovere il progresso agrario ed enologico
della regione e di esercitare il controllo delle scorte e dei
prodotti agrari.
L’importanza della Stazione sperimentale è stata accresciuta
dal R. D. L. 25 novembre 1929 n. 2226, il quale
nello stabilire i provvedimenti per le stazioni sperimentali
agrarie, ha compreso anche questa istituzione fra gli istituti
sperimentali riconosciuti e sussidiati dallo Stato, che
hanno grado pari a quello degli istituti superiori universitari.
La Stazione agraria sperimentale, in base al nuovo
ordinamento che attende la sua completa sistemazione, mira
ad estendere la sua azione alle zone montane e pedemontane
contermini od affini alla Venezia Tridentina. La sua
attività si distingue nelle seguenti branche:
a) agraria e d’economia montana {colture erbacee e
legnose);
b) chimica agraria ed industria agraria (enologia e
caseificio);
c) zootecnia. |
La parte agraria, per quanto concerne le colture erbacee,
sì occupa della sperimentazione cerealicola per le zone
montane e pedemontane, tende al miglioramento delle altre
colture alimentari ed industriali, si prefigge la selezione
delle foraggere, dei prati e dei pascoli alpini e cura il miglioramento
della produzione foraggera. Per quanto riguarda
le colture legnose, dedica una speciale attività alla viticoltura
e alla frutticoltura, tendendo a migliorare la produzione
viticola, orientandola verso varietà di uve pregiate da vino
e da tavola, e curando la produzione frutticola in modo
che possa competere vantaggiosamente sui mercati esteri
con la produzione straniera. La parte agraria esercita altresì
l’analisi ed il controllo delle sementi agrarie e forestali.