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INDUSTRIE AGRARIE NEL MEZZOGIORNO - PARTE SECONDA
esportazioni. Esaminando il fenomeno più in profondità si rileva inoltre
come l’aumento della richiesta non sia dovuto tanto ad un maggiore assorbimento
dei mercati di consumo quanto all’eccezionale incremento che in
quei Paesi ha avuto l’industria trasformatrice dei prodotti agricoli.
Viceversa, esaminando le correnti commerciali, per le quali si incanala
la nostra produzione ortofrutticola, si nota che esse sono fondamentalmente
basate sull’impiego degli ortaggi e delle frutta allo stato fresco sia nei
mercati interni che in quelli internazionali.
I fatti indicati mettono in evidenza lo stato di inferiorità in cui la nostra
ortofrutticoltura si è venuta a trovare e pongono anche il problema dei
modi con i quali risolvere tale situazione.
Per quanto gravi sull’industria conserviera la cappa di piombo degli alti
costi dell’inscatolamento e dell’inzuccheramento effettuati, per forza di cose,
con materiali il cui prezzo è superiore a quello internazionale, tuttavia determinati
orientamenti tecnici di recente acquisiti e largamente realizzati
in altri Paesi a industria conserviera più progredita, consentirebbero di liberarci
in parte dal gravame costituito dallo zucchero (succhi e creme di
frutta) e aprirebbero alcune possibilità a tipi di confezione che non debbono
ricorrere alla banda stagnata.
Gli è che la nostra industria conserviera, intesa nel suo significato più
ampio, ha urgenza di rinnovare la sua attrezzatura che, generalmente parlando,
non è più in grado di corrispondere alle esigenze dei mercati di
consumo.
Ma anche supponendo attuabile lo sviluppo del settore conserviero, tramite
un radicale rinnovamento delle attrezzature relative, occorre non dimenticare
che la generale situazione economica, legata a caratteristiche specifiche
dell’ambiente italiano manterrà sicuramente lo sviluppo industriale
di questo settore ad un livello più basso di quello raggiungibile da
altri Paesi. Occorre perciò prendere in considerazione l’esteso campo del
consumo. allo stato fresco, che strutturalmente costituisce il pilastro su cui
poggia la convenienza economica della produzione ortofrutticola italiana,
per realizzarne il maggiore potenziamento possibile. i
A questo riguardo va rilevato che i fattori che giuocano a favore della
valorizzazione immediata degli ortaggi e delle frutta sono particolarmente:
1) la posizione geografica dell’Italia rispetto al continente europeo,
che consente di inviare rapidamente i treni-derrate sui mercati europei (1);
2) le condizioni climatiche differenziali tra una regione e l’altra della
penisola che, estendendosi in latitudine, determina il diverso maturare delle
specie e delle varietà di frutta e ortaggi in stagioni successive e in continuo
avvicendamento. Ciò rende possibile rifornire i mercati in ogni mese
dell’anno di prodotti, che mantengono integralmente gli elementi nutritivi
e le qualità originarie;
(1) Attualmente (1949) in sei giorni i treni derrate arrivano dal Mezzogiorno sul
mercato di Londra, in quattro su quello di Amburgo e in tre giorni e mezzo su
quello di Zurigo.