106 INDUSTRIE AGRARIE NEL MEZZOGIORNO - PARTE SECONDA
periodo di impiego limitato alla stagione di maturazione, spesso assai breve,
di uno o dei pochi prodotti della zona.
Da ciò deriva la necessità di provvedere almeno i centri di maggior
produzione, situati in zone ove rapidamente possono affluire numerose
varietà di frutta e di ortaggi in stagioni diverse, di impianti a carattere
pubblico. L’esperienza fatta in altri paesi ha dimostrato che la concentrazione
delle lavorazioni ortofrutticole in moderni impianti collettivi
— centrali ortofrutticole, collegabili anche ai mercati all’ingrosso (1) —
ha dimezzato le spese delle lavorazioni stesse, migliorando inoltre lo
standard della merce.
Nei casi invece in cui non sia conveniente creare tali centrali, un
servizio mobile adeguatamente attrezzato troverebbe la sua ragione di
essere. Questa moderna concezione della industria di prerefrigerazione è già
attuata all’estero (Inghilterra, Stati Uniti) con risultati molto soddisfacenti.
Un servizio mobile di prerefrigerazione potrebbe essere attuato da una
società in cui intervenissero, con i privati, anche enti pubblici; tale servizio
costituirebbe uno strumento essenziale per la valorizzazione economica di
molti distretti del Mezzogiorno, ove grandi masse di prodotto maturano in
brevissimo periodo di tempo in zone diverse e distanti fra loro (2).
(1) Si veda sull’argomento la citata relaz. del dott. Traparp: al Convegno sulla
prerefrigerazione, Verona 1948. Allo scopo di ridurre le spese di gestione, in tali centrali
potrebbero venire realizzate, oltre alla prerefrigerazione, operazioni diverse quali la
conservazione in frigorifero (con la moderna pratica del gas storage) delle pomacee
per l’inverno e degli agrumi per l’estate, la conservazione e la pregermogliazione delle
patate da semina, ecc., oltrechè le cernite e le selezioni delle varie partite; la centrale
potrebbe assolvere anche una vera e propria funzione mercantile sia direttamente sic
per conto di produttori e di commercianti;
(2) Come passo iniziale su questa via gli esperti dell’I.C.E. prospettano anche la
creazione di treni frigoriferi raffreddati a mezzo di un impianto montato su vagone.
Questa soluzione presenterebbe una serie di vantaggi, fra cui: l’eliminazione del problema
del capitale d’impianto, dato che i vagoni Hg del tipo esistente sopperirebbero
allo scopo (la spesa di impianto si ridurrebbe ad attrezzare un carro ferroviario comune
con un gruppo frigorifero e con le relative tubature per il trasporto della corrente
refrigerante ai vagoni del convoglio); l’economia di esercizio derivante dalla eliminazione
dell’impiego del ghiaccio; una ampia possibilità di sfruttamento del treno mediante
lo spostamento di esso in zone diverse di successiva maturazione.
In una prima fase si potrebbero attrezzare due o quattro convogli da far funzionare
a coppia sul litorale tirrenico e su quello adriatico.