Full text : Industrie agrarie nel Mezzogiorno

VII - RETE DI CENTRALI PER LA LAVORAZIONE E LA CONSERVAZIONE, ECC. 111

La Francia con il piano Monnet prevede la creazione di una rete di
frigoriferi per la conservazione di ortaggi e di frutta con una capacità complessiva
 pari a 1 milione di quintali di pomacee da conservare a lungo
termine e a 3,5 milioni di quintali di frutta e di verdura da prerefrigerare.
Qualora anche da noi ci si orientasse verso uno sviluppo di questa
industria si potrebbero preventivare incrementi di reddito non molto diversi
 da quelli previsti dal piano francese (1), per cui apparirebbe manifesta
anche da un punto di vista generale la convenienza a dotare le regioni
meridionali di attrezzature per i prodotti ortofrutticoli.

3. - L'esperienza ormai acquisita in questo settore ha dimostrato che
la funzionalità e il rendimento economico delle attrezzature, che trattano
 i prodotti ortofrutticoli — i quali si possono classificare come materie
prime a basso valore unitario e a lavorabilità periodica — si raggiungono
soltanto a condizione che le diverse lavorazioni e i trattamenti vengano
assolti in forma accentrata, per far sì che le spese generali possano essere
diluite su una massa sufficientemente grande di generi e l’impianto possa
prolungare la propria attività, ripartendola tra settori diversi, nei singoli
mesi dell’anno.
Nasce così il concetto di « centrale ortofrutticola », di un impianto
cioè in cui sono riuniti diversi servizi che vanno dalla lavorazione alla
disinfestazione e alla refrigerazione e in cui si possono ritrovare anche
— a seconda dei casi e a seconda delle localizzazioni delle centrali e delle
condizioni generali del luogo — altri servizi quali quelli della vendita per
conto, delle informazioni di borsa e di mercato, di banca, di posta e telegrafo.
 ecc.
L’aspetto predominante del problema è tuttavia quello della attrezzatura
 che richiama preliminarmente il vaglio di una serie di soluzioni per
definire se la centrale:
1) deve essere ubicata nelle zone di produzione oppure nei centri di
consumo o in determinati punti di grande transito;
2) può funzionare come unico complesso accorpato oppure come
organismo suddiviso in più sezioni, ubicate in punti diversi di una stessa
zona;
3) deve assumere, come caratteristica predominante, quella derivantele
 dalla sezione per le lavorazioni in genere, oppure dalla sezione per
la disinfestazione (è il caso delle zone di concentramento delle frutta

(1) Il piano francese è stato impostato su uno stretto calcolo di convenienza dal
quale si è dedotto che il freddo avrebbe permesso di eliminare le perdite di derrate, prima
del consumo, valutabili annualmente: in 30 miliardi di franchi per la carne; 12 miliardi
per il latte e i formaggi; 6,5 miliardi per le frutta e le verdure; 7,5 miliardi per
ì pesci; 14 miliardi per le uova e il pollame.
E’ stato inoltre considerato l’incremento indiretto di valore conseguente alla possibilità
 di prolungare la commercializzazione dei prodotti che verrebbero così sottratti
alle brusche cadute di prezzo nei momenti di punta del raccolto.
Il freddo, applicato alle patate da seme, consentirà un aumento del rendimento
dell’ordine di 5 miliardi di franchi.
            
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