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INDUSTRIE AGRARIE NEL MEZZOGIORNO - PARTE PRIMA
L’effetto più evidente della diversa epoca di origine delle industrie
allo studio è dato dal largo permanere in quelle più antiche di forme di
impresa agricola, in cui cioè gestore dell’industria è lo stesso produttore
della materia prima; forme di impresa che invece quasi non esistono
nelle industrie comparse solo di recente.
Naturalmente, mentre nelle prime gli esercizi sono portati a proporzionarsi
alla modesta produzione realizzabile in un’azienda rurale, nelle
seconde, in cui l’organizzazione degli approvvigionamenti si basa sulla
produzione di tutto un territorio, spesso neppure situato in prossimità
dell’impianto, gli esercizi tendono a costituirsi secondo dimensioni ottimali
tecniche ed economiche, in funzione, queste ultime. dei mercati di approvvigionamento
e di smercio.
Da uno studio dell’Istituto Nazionale di Economia Agraria (1) sulla
distribuzione regionale del valore lordo della produzione agricola, si rileva
che gli agricoltori avrebbero trasformato, con proprie industrie (2), una
quota dei prodotti, ottenuti dalle colture e dagli allevamenti, che è pari,
in valore, al 16,6% della produzione lorda vendibile agricola realizzata
nel 1949.
Tam. 11. — IL VALORE LORDO DELLA PRODUZIONE AGRICOLA TRASFORMATA DA
INDUSTRIE GESTITE DA AGRICOLTORI.
CIRCOSCRIZIONI
ITALIA csesinininia #64
NORD ....
SUD.
Abruzzi e Molise .....
Campania ...
Puglia .. . a
Basilicata ...
Calabria ...
Sicilia ...
Sardegna ...
VALORE DELLA PRODUZIONE LORDA VENDIBILE
di cui proveniente da industrie gestite
da agricoltori
In complesso
L.
(milioni)
LL.
(milioni)
%
. ° ge
territoriali
—— -
1.976.171
1.393.028
583.143
328.302
189.572
138.730
16,6
13,6
23 8
100,0
57,7
42,3
77.991
125.422
112.321
27.536
69.093
120.698
50.082
13.849
21.799
39.771
3.932
19.255
32.488
7.636
17,8
17,4
35,4
14,3
27,9
26,9
1,2
6,7
12,1
1,2
5,9
9,9
45 i
(1) Inga, Note sul metodo di valutazione della produzione lorda vendibile dell’agricoltura,
a cura di G. OrLanpo, Roma 1951.
(2) In realtà, nella quota di valore riportata si deve ritenere compresa, anche se lo
studio citato non ne fa che occasionale menzione, quella parte di valore attinente a prodotti
che gli agricoltori si sono fatti trasformare per proprio conto da industrie, che si
limitano a fornire a terzi il servizio di trasformazione.