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INDUSTRIE AGRARIE NEL MEZZOGIORNO - PARTE PRIMA
Eppure non può disconoscersi che in alcune zone esistano tutte le condizioni
perchè la cooperativa si attui; e precisamente in quelle dove la piccola
proprietà è riuscita col tempo ad acquisire una tradizione di dignità, cui
si collegano piccole fortune individuali, posizioni sociali di una certa levatura
dei singoli; rapporti personali di fiducia tra gli agricoltori e gli istituti
di credito e dove vi è l’elemento capace, portato, per preparazione acquisita
negli studi o per innata tendenza, a promuovere l’iniziativa di una
impresa associata.
L’ostacolo che, anche in queste favorevoli situazioni, si oppone a concrete
realizzazioni è costituito dalla deficienza di capitali. Perchè limpianto
risponda ai requisiti voluti e dia le necessarie garanzie per un conveniente
esito della gestione si richiedono oggi investimenti in misura che
supera di gran lunga la stessa disponibilità finanziaria di tutti i soci riuniti.
Esistono però numerose altre zone — ivi incluse per tempo non breve
le nuove zone di proprietà contadina costituita in applicazione delle leggi di
riforma fondiaria — dove quegli elementi potenziàlmente favorevoli a
forme di impresa associata non esistono: sono elementi — è facile rendersene
conto — di lenta e graduale formazione e non creabili per semplice
atto di legge.
In queste zone, per l’eccesso della frammentazione della proprietà, per
la assoluta penuria di capitali, per l’impreparazione stessa degli imprenditori
agricoli ad addossarsi, oltre a quelli della propria azienda, anche i rischi
di unm’azienda industriale, è vano attendersi che sorga, per forza spontanea,
la cooperativa industriale.
Si deve quindi trovare una soluzione per assicurare la massima parte
del finanziamento di impianto — altrimenti irrealizzabile con le disponibilità
dei privati o con la loro scarsa capacità di garanzia di fronte ad ipotetiche
possibilità di mutui — e una competente e disciplinata gestione, neppure
essa affrontabile dai singoli, impreparati tecnicamente ed amministrativamente.
Sarebbe forse da orientarsi verso la costituzione di imprese pubbliche
(consortili, comunali, ecc.), che provvedano alla costruzione di impianti
per la fornitura del servizio di conservazione, manipolazione e trasformazione
dei prodotti a tutti gli agricoltori di una zona; si potrebbe
anche prevedere la creazione, da parte di enti pubblici (enti di riforma,
consorzi di bonifica) di impianti da affidare poi in gestione a cooperative
agricole.
Sono in sostanza le obiettive condizioni economico-sociali che determinano
da luogo a luogo la convenienza delle soluzioni indicate o di altre.
Per completare la disamina dei modi posti in atto dall’impresa agricola,
per mantenere le proprie posizioni nel settore delle industrie agrarie,
occorre ricordare l’orientamento che, in tempi recenti, si è manifestato
verso la ricerca di mezzi strumentali di modeste dimensioni. i
La debolezza però di questa soluzione appare evidente, per il fatto che,
non potendo ottenere prodotti tipici di una certa entità, capace di attirare e
conservarsi una clientela, la piccola impresa non può nemmeno stringere