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Imperio. Et se forse estanno in possessione del contrario, non è possessione
legittima, ma abusione (*)-
Scrissi anchora a Musy mio secretario, che facesse intendere av. M. come
il Duca di Piacenza si era anch’ egli mostrato molto pronto in questa occa-
sione, dicendo che non comportarebbe gente straniera passare per lo Stato
suo contra il seruitio di V. M.; et hauendo spediti commissari per tutto a
detentione de schiaui et forzati dalle galere fuggiti ; et hora mi fa intendere
per lettere di un gentil huomo inuiato da me a stargli appresso in questo
tempo, che volendo seruirme di due o tre mila fanti de suoi, potrò farlo
liberamente, soggiungendo che il non essersi offerto nel passato, è stato per
non essersi trouato libero nello Stato, et cose simili tutte degne di gratitudine.
Perchè supplico similmente V. M., che facendolo ringratiare , lo faccia più
deuoto et renda più pronto ogni hora (2).
DOCUMENTO XXxIV.
Nuovi ragguagli del Figueroa al Principe D. Filippo circa i provvedimenti
riguardanti Genova, e il disegno del Gonzaga di por sequestro ai beni dei
Fieschi.
1547, 10 gennaio
( Estado, Leg. 1379, fol. 265 )
Muy alto y muy poderoso Sefior.
Alos vii del presente escribi a Y. A, y respondi a las cartas de 46 y17
del passado, que recibi con el correo que paso en Alemaiia , y auise de la
salud de S. M., y enbie el sumario de las Nueuas que se tenian de su feli-
cisimo extato. Tan bien di auiso del caso subcedido en esta ciudad, Yy como
(*) Al margine è questa postilla: « Paresce que todo es una misma razon,
7 que passa el cabo pues todo deue ser confiscado »,
(*) La lettera è scritia da Alessandria.