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La materia prima è di provenienza locale e dalle vicine
provincie; in piccola parte dall’ estero.
Una metà circa della produzione delle filande veniva
in passato lavorata in paese nei filatoi che avevano sede in
buona parte a Rovereto; se ne contavano nella provincia nel
1870 non meno di 37, mossi ad acqua, con circa 100.000
fusi e con circa 1400 operai. Vi si confezionavano i famosi
organzini roveretani, molto apprezzati all’estero, specialmente
in Germania.
Anche per quest’ industria incominciò ben presto il
declino e sul finire del secolo scorso era scomparsa completamente.
Tessitura della seta.
Sorte più benevola ha avuto l’industria della tessitura
della seta. È esercitata presentemente in 5 opifici, dei quali
i 2 maggiori sono a Rovereto. Il più importante nel 1927
ha occupato 295 operai, 315 nel 1928 e 270 nel 1929; ha
dato una produzione in stoffe di seta naturale ed artificiale
per abiti, coperte da letto, fodere, cravatte e nastri, che viene
collocata sui mercati nazionali ed in Inghilterra ed Australia.
La materia prima proviene dall’interno, dalla Francia e dalla
Svizzera. Sono impiegati 125 HP di forza motrice.
TI secondo ha occupato 100-150 operai. Produce nastri,
in massima parte di seta artificiale, che vengono venduti
specialmente nell’Italia meridionale ed in considerevole
quantità in Svizzera, Grecia, Olanda e in altri paesi. Impiega
70 HP di forza motrice.
Altri opifici minori sono in attività a Trento, Lavis e
Cles. Complessivamente nella tessitura della seta sono stati
occupati nel triennio circa 470 operai.
Sorti prospere per qualche tempo ebbe anche la tessitura
dei velluti, introdotta verso il 1650 in Ala e sviluppatasi
poi discretamente; verso la metà del secolo XVIII si