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Hanno occupato nel triennio 1927-1929 in media 400-500
operai ciascuno. La produzione è andata aumentando, salendo
complessivamente a circa 2000 ton. nel 1928 e 1929.
LU prodotti, filati in genere, tortiglie e tessuti per pneumatici,
trovano smercio in Italia, Germania e Inghilterra.
Il cotone è, naturalmente, ritirato dall’Egitto e dagli Stati
Uniti d’America. .
Due stabilimenti, a Rovereto e a Mezzolombardo, rappresentano
la tessitura del cotone: hanno occupato nel
triennio complessivamente 200 operai, impiegando 212 telai
e circa 100 HP. La produzione è rimasta nei tre ultimi
anni pressochè stazionaria su 1.700.000 m.: viene smaltita
nel Trentino. nell’Alto Adige. nella Lombardia e nel Veneto.
INDUSTRIA DEL VESTIARIO
Sartorie.
La branca più estesa per numero di addetti è quella
delle sartorie in genere, con e senza vendita, che figurano
con 544 esercizi e 1139 addetti, fra i quali 566 operai,
387 femmine e 179 maschi. Industrialmente questa produzione
è organizzata soltanto in un laboratorio di ‘Trento:
un abitificio con una sessantina di dipendenti. Tutti gli altri
sono piccoli esercizi, nella maggior parte (337) dei quali
lavorano i soli proprietari. Si contano 19 esercizi con 6.
ed 8 con 15-16 addetti ciascuno. |
Calzaturifici e calzolerie.
Nel ramo «calzature», meglio che in quello del vestiario,
si è imposta la produzione in serie; anche le qualità
più ordinarie, anche le calzature rozze del contadino e del
montanaro sono lavorate in serie, e sono offerte nei negozi
delle città e delle borgate o sui banchi di fiera.
uesta attività è quindi ridotta in buona parte alla