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geva i 50-60 mila quintali di carta all’anno e comprendeva
tutte le qualità; alcune anzi di pregio particolare, perchè
ottenute con ottime acque di lavaggio. Durante la guerra
tutte e 4 le cartiere furono devastate e spogliate d’una parte
del macchinario. I proprietari, tornata la pace, le hanno
ricostruite e riattrezzate, ma le condizioni sono sempre più
difficili e la concorrenza sempre più forte da parte delle
cartiere dell’interno e dell’estero.
La rivalutazione della lira ha imposto alle nostre cartiere
qualche sacrificio; ma l’aggravio più pesante è loro
venuto dalla crisi di consumo che si è protratta per tutto
il 1927 fino alla metà del 1928. Nel 1927 le cartiere hanno
prodotto solo 38.000 di gl. carta, occupando 270 operai; nel
1928 la produzione è arrivata a 61.700 ql. e a 63.900 nel
1929, occupando 300 operai, e impiegando una forza motrice
di 1040 HP. La produzione viene collocata nel Trentino,
nella Lombardia e nel Veneto.
La materia prima è importata dalla Germania, dall’Austria,
Cecoslovacchia e dalla Svezia; in piccola parte
dall’ interno.
Officine di cartoleria e legatoria.
Sono 19 esercizi, sparsi qui e lì nella provincia. Occupano
complessivamente 54 operai; il maggiore ne occupa 14.
Fabbriche di sacchetti di carta.
Ne esiste una a Trento; è bene attrezzata ed ha una
notevole produzione. Occupa 10 operai.
Industrie poligrafiche - Tipografie.
Le industrie poligrafiche sono state sempre in onore
nel Trentino. Parecchi stabilimenti vantano un lungo e glorioso
passato. Accanto ad essi, dopo la guerra, è stato fondato
a Trento un grande stabilimento, modernamente attrezzato
per ogni lavoro, «Le Arti grafiche Tridentum soc. an.».
Negli ultimi anni questa industria è venuta a trovarsi in