—_ 19 —
serie di vantaggi che il Partito si ripromette di conseguire
dal fatto che il potere ‘sia in mano di una piuttosto che di
altra frazione borghese, di uno piuttosto che di altro partito
politico borghese. Certo il Partito deve considerare e giudicare
ciascuna di queste situazioni che gli eventi gli presentano,
e andare cauto nel decidersi, e non decidersi se non
dietro matura riflessione; è il suo giudizio deve ispirarsi ai
bisogni del proletariato in quel determinato periodo della
vita sociale: ma il Congresso non potrebbe deliberare la
esclusione assoluta e generica della possibilità di appoggiare
indirizzi di Governo, senza rinunciare a quella parte di influenza
che esso ha il diritto e il dovere di esercitare, nel
campo politico, in nome del proletariato.
{T.
E veniamo alla seconda parte del tema: cioè ai rapporti
del Partito colle istituzioni. -
Qui, per non sciupare il tempo, voglionsi evitare i punti
in cui tutti possiamo essere concordi. Può infatti cadere dissenso
sulla questione se nelle sue finalità il Partito sia o no
monarchico? Checchè dicano taluni autorevoli socialisti, che
ebbero elogi di parte « rivoluzionaria », come ad esempio il
Menger, io sono fermo nel credere che un Partito, il quale
vuole la elettività di tutte le cariche sociali e che non ne ammette
la ereditarietà, non possa concedere che l’avvento del
socialismo sia compatibile con la conservazione di certe forme
politiche vigenti. Su di ciò non potrebbe cadere dissenso,
E neppure dovrebbe esservi questione sul punto se il Partito
socialista riconosca o non riconosca le attuali istituzioni.
Perchè anche questa è questione ormai superata, dal giorno
in cui il Partito decise di valersi delle istituzioni medesime.
Quando noi decidemmo di entrare, colla virtù del suffragio,
nelle assemblee amministrative e politiche, e di entrarvi non
soltanto a scopo di protesta ma per adoperarle come laboratorii
di provvedimenti a vantaggio del proletariato, noi abbandonammo
quella che a noi pareva sterile e assurda negazione
di una frazione, ormai finita, del Partito repubblicano,
che proclamava l’astensione dal voto come protesta contro la