VI - NECESSITÀ DI UNA ADEGUATA ATTREZZATURA FRIGORIFERA
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roviarie del Mezzogiorno e precisamente: Nocera Inferiore, Pagani, Nola,
Napoli C., del compartimento di Napoli; Bari, Barletta, Bisceglie, Giovinazzo,
Grottaglie, Mola di Bari, Molfetta, Monopoli, Ofantino, Polignano.
Taranto, Trani, del compartimento di Bari; Mazara del Vallo, Milazzo,
Catania Acquicella, Scicli, Bagheria, del compartimento di Palermo.
All’impiego degli elettroaspiratori sì possono però obiettare due inconvenienti:
il consumo elevato di ghiaccio che, nell’Italia meridionale ha costi
molto elevati (1); una notevole esigenza di controllo e di accuratezza perchè
l’operazione si realizzi con efficacia. Nel momento attuale va considerato poi
il fatto che gli impianti mobili installati presso le stazioni ferroviarie, ceduti
dall’I.C.E. a privati, sono stati posti in gran parte fuori uso.
L’altro elemento indispensabile perchè la prerefrigerazione raggiunga
i] risultato voluto è costituito dai mezzi di trasporto isotermici, con i quali
sì rende possibile far mantenere al prodotto le basse temperature a cui è
stato portato.
Per le operazioni di carico sui carri ferroviari isotermici sarebbero
necessarie gallerie chiuse raffreddate e termicamente isolate, dove effettuare
il caricamento della merce estratta dalle celle comunicanti con la
galleria (2). '
Ove la mancanza del binario ferroviario non consenta il carico diretto
dalle celle di preraffreddamento ai detti vagoni, il prodotto dovrebbe essere
portato in stazione a mezzo di adatti veicoli forniti di cassoni isotermici.
Negli impianti del Mezzogiorno nessuno dei sistemi sopra indicati è
realizzato. Per quanto riguarda i cassoni mobili, raffreddati con ghiaccio
asciutto o con ghiaccio eutectico, si assiste in Italia ad un inspiegabile fenomeno
di incomprensione verso questo mezzo di conservazione, che si sta
invece diffondendo con un ritmo accelerato in molti altri Paesi.
Le vicende belliche hanno d’altro lato gravemente inciso sul nostro
parco ferroviario di carri isotermici (carri Hg e Hgb) — che da 1.000 unità
nel 1926 erano arrivati a 5.200 nel 1942 — per cui nella stagione di esportazione
1945-46 si potè disporre di appena 500 unità efficienti. Attualmente
il parco è ricostituito con 4.812 carri di cui 1.276 a sagoma inglese (Hgb) e
cioè ammessi a viaggiare sulle ferrovie britanniche. Su questi carri viene
fatta una carica di ghiaccio all’atto della partenza di 25 q.li, sufficienti per
60 q.li di prodotto; tale carica viene rinnovata parzialmente, a seconda della
natura delle derrate e della stagione, ogni 2-4 giorni.
Per avere una idea del movimento di carri isotermici richiesto dal
trasporto dei prodotti ortofrutticoli. basti ricordare che i vagoni utilizzati
(1) Occorrerebbero per la prerefrigerazione di un vagone 35 q.li ed anche 40 se
si volesse compiere un lavoro razionale, ai posto dei 20-25 a.li usabili con prodotto
prerefrigerato a parte in impianti fissi.
(2) In mancanza di galleria, qualora l’impianto di prerefrigerazione sia dotato di
raccordo ferroviario, il raffreddamento dell’interno del carro può essere realizzato a
mezzo di maniche, raccordate con l’impianto di refrigerazione delle celle e il caricamento
può essere fatto collegando la porta di uscita delle celle con quella del carro
mediante un passaggio a soffietto, per sottrarre la merce al contatto con la più elevata
temveratura esterna.