Full text : Industrie agrarie nel Mezzogiorno

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INDUSTRIE AGRARIE NEL MEZZOGIORNO - PARTE QUARTA

Da valutazioni fatte, si può ritenere che la potenzialità produttiva
degli impianti si aggiri, attualmente, attorno ai 30.000 q.li annui di succo
di liquirizia.
Le regioni dove è più sviluppata tale industria sono la Calabria e la
Sicilia che nell’anno del Censimento hanno prodotto (specialmente nei
comuni di Catania, di Policoro, Torre Cerchiara, San Lorenzo del Vallo,
Corigliano Calabro, Rossano, Isola Capo Rizzuto e Rende) il 76% del succo.
Seguono poi l’Abruzzo (Atri, Silvi Marina, Pescara) e la Puglia (San
Severo) che lavorano materia prima locale, la Lombardia (Milano), l’Emilia
 (Bologna) e la Liguria (Ventimiglia) dove esistono pochi impianti che
lavorano rizomi importati dal Mezzogiorno.
Il litorale ionico della provincia di Cosenza è oggi il principale fornitore di
liquirizia grezza e si può calcolare che le possibilità di raccolta annua si
aggirino sui 90-120.000 (1) quintali di rizomi allo stato fresco, a seconda
dell’estensione dei terreni che cadono a rottura e delle variabili produzioni
unitarie annuali. La produzione media per ettaro di rizomi freschi si
aggira attorno ai 30 quintali nelle migliori situazioni e si abbassa invece
fino agli 8-9 quintali nelle condizioni meno favorevoli.
Le restanti zone di produzione, compresa la Sicilia, possono essere in
grado di fornire complessivamente altri 60-80.000 quintali per cui le
disponibilità nazionali oscillano tra i 150 e i 200.000 quintali all’anno.
L’interesse economico che questa pianta spontanea presenta non si esaurisce
 nell’impiego industriale ma si estende al campo dell’esportazione, poichè,
come s’è accennato, il prodotto finito è oggetto di vendita all’estero e,
inoltre, il rizoma essiccato. viene acquistato in larga scala dall’industria
americana.
Nel 1934-38 vennero esportati in media quintali 7.218 di succo all’anno
per un valore di L. 4,2 milioni; nel 1947, quintali 9.658 e nel 1952 quintali
9.476 per 395 milioni di lire in ciascuno dei due anni citati.
Un tempo, i nostri principali clienti erano gli Stati del Nord Europa,
Danimarca, Norvegia, Olanda, Svezia, Belgio e Lussemburgo e la Germania
 (circa 11.000 q.li di succo nel 1941); nel dopoguerra solo l’Inghilterra,
la Francia e'il Belgio si sono riforniti da noi; nel 1952 la Germania occidentale
 è tornata ad essere il principale acquirente con g.li 3.622, seguita
dall’Inghilterra che ha acquistato q.li 3.467 di succo.
Per quanto riguarda la radice grezza, il più importante acquirente
sono gli Stati Uniti (seguiti a distanza dalla Francia) i quali utilizzano il
nostro prodotto, che ha qualità di pregio, per miscelarlo con le altre
liquirizie dei paesi mediterranei, del mar Nero, cinesi ed iraquene e conferire
 loro una parte di quelle caratteristiche che soltanto la liquirizia italiana
 possiede.
Si arrivò ad esportarne nel 1937 fino a 24.012 q.li; nel 1946 la corrente
di esportazione ha ripreso (q.li 4.611) per giungere, dopo un temporaneo

(1) Secondo altre valutazioni la potenzialità produttiva in rizomi della Calabria
aoscillerebbe attorno ai 200-250 mila d.li annui.
            
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