XXVIII - L'INDUSTRIA DELLA LIQUIRIZIA
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crollo nel 1947, a q.li 16.160 nel 1948, fornendo così notevoli vantaggi agli
agricoltori meridionali, cui sono stati offerti dagli importatori buoni prezzi,
che hanno raggiunto e superato in quell’anno e nel successivo le 3.000 lire
al q.le. Nel 1949 però la fase ascensionale era già esaurita: q.li 7.929 esportati;
nè vi è stata ripresa nel 1951 e nel 1952 nei quali anni il quantitativo
di rizomi esportato non ha superato gli 8.000 quintali.
2. - Le prospettive future per questa industria dipendono da un complesso
di elementi in parte di carattere interno e in parte di carattere
internazionale e relativi all’andamento del commercio estero.
Per quanto riguarda i primi, c’è da dire che la bonifica e la messa
in rotazione dei terreni finora utilizzati con ordinamenti estensivi costituiscono
il principale ostacolo al mantenimento di quella residua potenzialità
produttiva, sopra indicata. Infatti la pianta di liquirizia ha bisogno,
per portare ad un conveniente grado di maturazione commerciale il
rizoma, di un ciclo vegetativo di circa 4 anni. Tale periodo le è consentito
dagli avvicendamenti attuati nelle zone di vegetazione, dove si pratica una
rotazione basata su una coltura sarchiata iniziale, coltivata dopo l’escavazione
della radice, cui seguono due anni di cereali e un anno di riposo
pascolativo, che permette alla pianta di completare il proprio sviluppo.
E’ evidente che una trasformazione fondiaria, quale si prevede, in
seguito anche all’azione di riforma e di creazione della piccola proprietà
contadina, per molti di quei comprensori ove oggi vegeta la liquirizia,
restringerà ulteriormente l’area di raccolta, introducendovi avvicendamenti
intensivi di colture.
Tuttavia, l’interesse economico che tale produzione rappresenta non
solo per il Mezzogiorno ma anche per la bilancia commerciale, dato il suo
carattere di esportabilità, richiama un attento esame delle singole situazioni
esistenti in ogni comprensorio, per non correre il rischio di perdere
il reddito attuale senza ottenere una contro partita nei redditi delle colture
future. Va tenuto presente in proposito che il valore della produzione
lorda di un ettaro di liquirizia ha raggiunto (1949) nelle migliori condizioni
ambientali le 90.000-100.000 lire, laddove il grano su terreni di eguale
natura ha fornito non di rado valori lordi di 70.000 lire e- anche meno.
Nè va sottovalutata la capacità di assorbimento di mano d’opera che
offre questa attività, dato che vi vengono impiegate per la raccolta fino a
30-32 giornate lavorative e per la successiva lavatura dei rizomi altre
2-3 giornate, per un totale quindi di 32-35 giornate. Inoltre il periodo in
cui cade la raccolta dei rizomi, che coincide con i mesi invernali quando
è ormai ultimata la campagna olearia, ha una particolare importanza dal
punto di vista sociale, quale mezzo di impiego di un buon numero di braccianti
che rimarrebbero altrimenti disoccupati.
Sarà pertanto necessario individuare caso per caso quelle aree in cui
il beneficio economico-sociale della bonifica non potrà essere superiore a
quello che la pianta spontanea consente ed in esse concentrare tutti quei
mezzi ed usare ogni accorgimento per incrementare la produzione della