XXVIII - L'INDUSTRIA DELLA LIQUIRIZIA
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Benchè le vicende attraversate negli ultimi decenni dall’industria e
le prospettive sopra delineate non possano non lasciare un senso di incertezza
sulle sorti future di questa attività, tuttavia occorre non dimenticare
che tuttora sussistono possibilità di collocamento del prodotto sui tradizionali
mercati, come stanno a dimostrare i dati più recenti della esportazione.
Occorrerà pertanto che gli stabilimenti esistenti si mettano in grado
di sfruttare convenientemente queste possibilità, tutt’altro che modeste,
attrezzandosi per valorizzare in pieno l’ottima materia prima di cui
dispongono, con la confezione più accurata del prodotto e con la riduzione
dei costi di lavorazione. Potrà a questo fine notevolmente giovare una
seria sperimentazione di nuovi mezzi tecnici per l’aumento delle rese, per
l’impiego dei sottoprodotti, per lo studio di nuove utilizzazioni, quale non
può essere impostata dalle aziende produttrici di succo, data la loro modesta
entità: Istituti pubblici di ricerca dovrebbero affrontare questo problema.
Nel campo commerciale, un accordo tra le varie ditte italiane
esportatrici per la costituzione di un unico ufficio di vendita sui principali
mercati, al fine di non danneggiarsi reciprocamente attraverso offerte
disordinate e discordanti, darebbe al nostro prodotto quella garanzia di
cui già godono le concorrenti offerte americane, turche e spagnole. Nel
campo legislativo infine una disposizione che proteggesse la genuinità del
prodotto italiano, reprimendo gli abusi e le sofisticazioni, potrebbe contribuire
ad arginare la concorrenza che la liquirizia meridionale è
costretta subire.
Attraverso queste vie, l’industria potrà mettersi in grado di affrontare
con maggiore serenità l’avvenire, continuando così ad essere uno strumento
di lavoro per una non piccola categoria di operai che vivono in zone
tra le più disagiate del Mezzogiorno.