Full text : Industrie agrarie nel Mezzogiorno

XXIX

LA PRODUZIONE LEGNOSA DEL MEZZOGIORNO
E LE INDUSTRIE DI PRIMA LAVORAZIONE DEL LEGNO

1. - La partecipazione del Mezzogiorno alla produzione legnosa italiana
nelle ultime quattro campagne segna un aumento del 28% (1) rispetto
all’apporto, mediamente dato nel quadriennio 1935-38. Allora i boschi meridionali
 contribuirono con il 22,8% alla massa del legname da lavoro e con
il 29,4% a quella del legname combustibile; oggi vi contribuiscono rispettivamente
 con il 29,7% e con il 30,5%.
A seguito di una rilevazione, compiuta per la prima volta nel 1946-1947
 (2) e ripetuta negli anni successivi, si conosce anche il contributo
che proviene alla produzione in esame dai terreni agrari, dai prati, dai
pascoli e dagli incolti produttivi: vi si è raccolto nell’ultimo quadriennio
un quantitativo pari a mc 862.000 di legname da lavoro e a mc 9,1 milioni
di legna da ardere e da carbonizzare; rispetto alla massa legnosa complessiva
 tale contributo risulta essere pari al 42,9%.

(1) La produzione legnosa annua media dei boschi meridionali nel quadriennio
1935-38 fu pari a me. 3,1 milioni e nel quadriennio 1949-52 fu pari a mc. 4 milioni circa.
A questo proposito è bene però avere presente la seguente considerazione, contenuta
 nell’Annuario dell’agricoltura italiana del 1948-49: «Sotto l’aspetto tecnico ed
economico non sembra che le utilizzazioni boschive, realizzate nel 1948-49, abbiano ubbidito
 ad una politica economica tendente a ripristinare condizioni di normalità ai soprassuoli,
 ma apparirebbe invece che la produzione legnosa sia stata subordinata soprattutto
 all’andamento del commercio del legno. L’aumento di circa l’8,5 % (rispetto al
1947-48) relativamente ad. una produzione legnosa che già si mantiene da vari anni ad
an livello superiore a quello prebellico, non può che far giudicare maggiormente precaria
la situazione delle nostre fustaie in ordine ai futuri prelevamenti legnosi, nonchè nei
riguardi delle condizioni vegetative e della consistenza provvigionale di tali boschi ».
Stando così le cose c’è da augurarsi che lo sviluppo dell’attività per la prima lavorazione
del legno, auspicato nel testo, si accompagni con un sostanziale miglioramento quantitativo
 e qualitativo del patrimonio boschivo meridionale il quale deve essere posto
in grado di dare assoluta garanzia di forniture di materia prima costantemente adeguate
alle esigenze dell’industria (Vedasi: INEA, Annuario ecc., vol. III, Roma 1950). Cfr. anche:
: Informazioni SviImeEz », La persistente degradazione dei boschi nel Mezzogiorno (n. 79-80,
luglio 1949 e per i confronti con l’anteguerra lo stesso bollettino n. 23 del 1948).
(2) Vedasi: E. D’ELIa, Le utilizzazioni legnose delle qualità di coltura forestali
non boscate durante l’anno statistico 1946-47, n. « Boll. di Stat. agr. e for. », n. 4, 1948;
Istat, Produzione legnosa delle qualità di coltura non boscate nel 1946-47, in « Annuario
stat. dell’agricoltura italiana » 1943-46, Roma 1950 e Istat, Annuario statistico italiano,
Serie V, vol. 1944-48, 1949-50, 1951, 1952.
            
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