il - LA STRUTTURA DELLE INDUSTRIE AGRARIE
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Considerando le singole sottoclassi di industria, l’apporto che ciascuna
regione dà alla formazione del nucleo dotato di forza motrice appare
strettamente subordinato alla struttura agricola regionale e alla produzione
che da tale struttura proviene. L’eccezione a tale regola è soprattutto
rappresentata dall’industria molitoria della Campania; questa regione, che
ha una produzione granaria inferiore a quella di altre regioni, meno dotate
di molini, lavorava, più in passato che ora, notevoli quantitativi di grani
esteri affluenti al porto di Napoli.
Anche la lavorazione delle carni in esercizi dotati di forza motrice è
presente nella sola Campania, che non è la regione meridionale più forte
allevatrice di suini. Per il latte invece e per i prodotti ortofrutticoli da
conservare, di cui la Campania è la principale fornitrice, lo sviluppo dell’industria
è strettamente correlativo a quello della produzione regionale.
Per l’industria degli olii, del vino e dell’alcool la Puglia detiene il primo
posto così come lo detiene per la produzione della materia prima. Per lo
zucchero l’unica coltivazione meridionale di barbabietole, nel 1936, era
localizzata nel Fucino e di conseguenza in Abruzzo era localizzato l’unico
zuccherificio (1). La Sicilia e la Calabria possiedono il principale nucleo
di industria agrumaria ed essenziera; la Sicilia tiene il primato per la
produzione degli estratti per concia, in relazione al fatto che l'isola è
l’unica produttrice di sommacco. Fa meraviglia non trovare al primo posto
nell’industria sugheriera la Sardegna, che possiede il più vasto patrimonio
italiano di sugherete; ciò è dovuto al fatto che gli impianti di lavorazione
del sughero si trovano di preferenza ubicati nella Valle Padana, in prossimità
dei grandi centri di consumo, dato che lo stivaggio dei manufatti
di sughero sulle navi da carico è molto più costoso dello stivaggio della
corteccia grezza. Per il crine vegetale, ricavato dalla palma nana, l’industria
è localizzata nelle zone di produzione, che sono la Sicilia e la Sardegna;
la macerazione e la pettinatura della canapa sono logicamente concentrate
in Campania e così gli impianti dotati di forza motrice per la cura
del tabacco sono anch’essi dislocati in prevalenza in Campania, benchè
sia la Puglia la principale produttrice di tabacco; ma ciò si spiega con la
diversa qualità della foglia ottenuta nelle due regioni: i tabacchi leggeri
pugliesi non richiedono infatti particolari attrezzature, dato che la loro
cura viene compiuta al sole.
Volendo, a questo punto, rendersi meglio conto di ciò che rappresenti,
in ciascuna regione, il gruppo degli esercizi dotati di forza motrice rispetto
al complesso degli esercizi, si deve ricorrere, non consentendolo altri dati
del Censimento, ad un semplice rapporto tra il numero degli addetti.
Tale rapporto ha scarsa efficacia per rappresentare il peso economico degli
esercizi esaminati nella tab. 7.sulla rispettiva sottoclasse, variando tra
l’altro la produttività dell’addetto all’esercizio con forza motrice e del-(1)
Gli zuccherifici che entreranno in funzione nella campagna bieticola 1953
nel Mezzogiorno sono sette, ubicati ad: Avezzano, Giulianova, Chieti, Capua, Battipaglia,
Sant'Eufemia e Oristano.