Full text : Industrie agrarie nel Mezzogiorno

IV - CREDITO ED ALTRI INTERVENTI PER SVILUPPARE LE INDUSTRIE AGRARIE 73

6. - Oltrechè nel settore del credito agrario di miglioramento, la
Cassa per il Mezzogiorno interviene anche nel settore del credito industriale.
 A tale fine la Cassa stipulò, in un primo tempo (1), una convenzione
 con l’Istituto per lo sviluppo economico dell’Italia meridionale
— «Isveimer» — con il Banco di Sicilia e con il Banco di Sardegna per la
concessione di finanziamenti ad iniziative industriali.
Le condizioni di concessione erano le seguenti: durata del
mutuo non superiore a 10 anni; saggio di interesse, comprensivo di ogni
altro onere salvo i diritti erariali, del 5,5% annuo; possibilità, diversa da
caso a caso, di un periodo di preammortamento; entità del mutuo proporzionata
 ad una percentuale, da caso a caso stabilita dalla Cassa, del fabbisogno
 finanziario complessivo determinato sulla base del costo dell’impianto
 (2); garanzia ipotecaria sull’impianto ed eventuali altre garanzie.
Si dirà in seguito dei vari punti discutibili che il credito per la industrializzazione
 del Mezzogiorno, effettuato in base ai vari provvedimenti
emanati nel dopoguerra, ha manifestato per poter corrispondere alle
effettive esigenze di un’attività industriale che si muove ancora impacciata
da orientamenti tradizionali e superati, mal sostenuta dalla modestissima
capacità di autofinanziamento e dalla povertà delle sue garanzie, di natura
prevalentemente terriera, dubbiosa ed incerta nei confronti del mercato,
che, per la lunga assenza di rapporti diretti. conosce poco e male.

(1) Con L. 11 aprile 1953, n. 298, il credito industriale a favore del Mezzogiorno
è stato integralmente riorganizzato.
E’ stato riveduto l’ordinamento giuridico dell’IsveImER, costituito con R. D. L.
3 giugno 1938, n. 883; sono state stabilite le norme di funzionamento dell’Irs1s (Istituto
regionale per il finanziamento alle medie e piccole industrie in Sicilia) costituito con
Decreto 31 ottobre 1952 dell’Assessore regionale alle finanze; è stato costituito il CIS
(Credito industriale sardo). a
Al fondo di dotazione di ciascuno dei tre Istituti partecipa la Cassa per il Mezzogiorno,
 con una quota pari al 40.% dell’ammontare complessivo dei singoli fondi.
Le operazioni che i tre Istituti sono autorizzati a compiere sono:
a) mutui ed aperture di credito assistiti da garanzie mobiliari od immobiliari,
ovvero, eccezionalmente, da garanzie personali;
b) sovvenzioni e sconti cambiari;
c) sconti o anticipazioni su annualità dovute dallo Stato, dalle Provincie, dai
Comuni, dai Consorzi e da altri enti pubblici, in base a regolari deleghe;
d) sottoscrizioni di titoli obbligazionari all’atto dell’emissione;
e) riporti e anticipazioni su titoli di Stato, titoli obbligazionari, nonchè sconti
di buoni ordinari del Tesoro.

Salvo disposizioni contrarie, che potranno venire annualmente impartite agli Istituti
dal Comitato interministeriale per il credito ed il risparmio, la durata massima delle
singole operazioni non può superare: per i mutui, i dieci anni; per le sovvenzioni e gli
sconti cambiari, i cinque anni; per le aperture di credito, i tre anni. A garanzia delle
operazioni di cui in a) e in b), gli Istituti possono convenire la costituzione di privilegi
su impianti e macchinari a norma del D. L. 1° ottobre 1947, n. 1075 e successive modifiche.
Previa autorizzazione del Comitato citato, i tre Istituti possono concorrere, entro
il limite del 10% dell’ammontare dei rispettivi fondi di dotazione e speciali, alla costituzione
 di società finanziarie, che abbiano lo scopo di sviluppare l’industria meridionale.
(2) In un primo tempo, sembrava che il finanziamento potesse essere fatto anche
per una quota del capitale circolante, necessario per la condotta dell’impianto.
            
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