VII - RETE DI CENTRALI PER LA LAVORAZIONE E LA CONSERVAZIONE, ECC. 119
mercati di regioni vicine: solo in un secondo momento, perciò, quando la
progettata trasformazione irrigua sarà realizzata, si potrà convenientemente
estendere la rete ortofrutticola anche alle provincie lucane.
7. - In questo primo progetto di rete di centrali — il quale deve ritenersi
come traccia su cui potrebbe poi intessersi uno studio completo dei
servizi da creare a vantaggio dell’ortofrutticoltura meridionale — quelle
che sono state definite zone di concentramento rispecchiano talora il
territorio di produzione, talora, più esattamente, quello dove affluisce,
oltrechè una produzione locale, anche quella di territori limitrofi. Per cui
ora in un caso ora nell’altro ha predominato il criterio della ubicazione in
prossimità delle zone di produzione oppure il criterio della ubicazione in
prossimità dei punti di concentramento (nodi ferroviari o porti di imbarco).
Nè lo studio scende, per la sua impostazione di massima, a stabilire per
ogni zona se la centrale dovrà avere tutti i suoi servizi accorpati oppure se
dovrà averne alcuni distaccati in zone diverse. E’ in realtà questo un problema
che soltanto un progetto a carattere esecutivo potrà risolvere: Sudindustria
si limita soltanto a prospettarne l’esistenza e nel contempo precisa
che, dati i criteri prudenziali con cui sono state impostate le progettazioni
delle attrezzature, a una indagine più precisa molto probabilmente potrà
apparire la convenienza di creare in una stessa zona anche più di una. centrale.
Circa la caratteristica predominante che le centrali potranno assumere
in funzione dello sviluppo relativo delle singole sezioni di lavorazione,
da questa prima prospettazione appare che le centrali saranno caratterizzate
dal complesso frigorifero per la prerefrigerazione e la conservazione a
lungo termine: conservazione che in alcune regioni potrà essere estesa
anche ad altre derrate alimentari che non siano le frutta e gli ortaggi.
Ed è evidente la ragione di tale impostazione tecnica quando si pensi
che ci si trova in una fase di iniziale avviamento di una attrezzatura che,
specie sotto l’aspetto del freddo, manca quasi totalmente nel Mezzogiorno.
Il problema delle minime dimensioni utili nelle varie sezioni è stato
però — e non poteva non essere — accuratamente approfondito, per cui
tutto il progetto si basa sui seguenti valori minimi o « moduli», la cui
funzionalità è stata verificata attraverso l’analisi tecnica ed economica:
1) modulo per la lavorazione: è costituito da una doppia linea di
macchine per una capacità media di 75 quintali orari;
2) modulo per la disinfestazione: è costituito da due autoclavi per
una capacità oraria di 10 quintali ciascuna;
3) modulo frigorifero: è costituito da una batteria di celle aventi una
superficie utile di 2.000 mq., da un annesso impianto di prerefrigerazione
sufficiente per 10 vagoni al giorno e da una. fabbrica di ghiaccio per
150 quintali giornalieri.